VENTI volte tanto ma anche di più. È quanto vale oggi per le casse comunali l'operazione di valorizzazione dei piani alti della Galleria. Un dato chiave: dai 127mila euro che fruttavano fino a tre anni tutti quegli spazi del Salotto della città fa si è arrivati oggi, e solo per circa un terzo di quelle aree, a sfondare oltre i 2,6 milioni di incassi. Tutti assegnati al Seven Stars Hotel, l'asso pigliatutto nel cuore più pregiato della città che ha partecipato a sette bandi pubblici indetti dall'amministrazione e, spesso anche per mancanza di concorrenti, li ha vinti tutti. Dall'avvio del mandato la giunta Pisapia ha puntato molto sul cambio di rotta in Galleria. Da un lato riscrivendo le regole per le cessioni dei contratti d'affitto dei negozi, prevedendo il raddoppio dei canoni per chi subentra e rileva gli spazi, manovra che ha portato milioni per restauri (con l'ingresso di Prada e Versace), ma anche ricorsi al Tar e critiche. Dall'altro, Palazzo Marino si è concentrato anche sui piani alti. Le associazioni che pagavano un prezzo irrisorio di affitto sono state ricollocate altrove, mentre agli inquilini appartamenti di pregio non è stato rinnovato il contratto. E così, bando dopo bando, l'hotel sette stelle del gruppo guidato da Alessandro Rosso è diventato l'inquilino forte, il privato con più spazi assegnati. L'ultima gara si è chiusa il 26 gennaio, ma è stata assegnata in questi giorni: uno spazio cie- terra di 2.600 metri quadri in via Pellico 8, affittato per 18 anni all'albergo per un milione di canone all'anno. Sei livelli che a spese del privato, come sempre accade in queste partite, il gruppo dovrà ristrutturare, dopo l'approvazione del progetto da parte della Sovrintendenza. Qui il gruppo amplierà il suo albergo, ma allo stesso tempo promette di realizzare anche una biblioteca con incontri letterari aperti al pubblico e uno spazio con corsi per bambini. Maèsolol'ultimocaso.Dal2012 al 2014 l'albergo ha partecipato e vinto altri sei bandi, aggiudicandosi altri 4.200 metri quadri per un canone di 1,6 milioni all'anno. Tutti tra la Galleria Vittorio Emanuele e via Silvio Pellico, compresa piazza Duomo 21. È qui, in questi spazi, che oltre ad estendersi con camere, sale congressi e suite deluxe, il gruppo sta realizzando anche progetti di interesse pubblico. Su tutti, la riapertura delle passerelle intorno alla cupola di vetro del Mengoni, camminamenti un tempo riservati agli operai per la manutenzione e che, a lavori finiti, entro maggio sono promessi aperti per la prima volta a milanesi e turisti di Expo. Sentieri molto suggestivi ai quali, a pagamento, si accederà da due ascensori già previlo- sti. Non solo. In cantiere c'è anche un museo interattivo dedicato a Leonardo da Vicini e alle sue opere. Palazzo Marino vede di buon occhio il piano dell'hotel, proprio nella commistione tra la valorizzazione anche edilizia della Galleria (a loro spese) e la «restituzione degli spazi al pubblico». Difatti l'assessore al Demanio Daniela Benelli è soddisfatta e dell'ultimo progetto sottolinea come «ancora una volta l'hotel ha saputo coniugare le esigenze di una struttura ricettiva di eccellenza alla possibilità di aprire questi spazi all'utenza pubblica: il mese scorso abbiamo assegnato all'albergo altre unità in cui sarà realizzato anche uno spazio espositivo e museale dedicato alla storia della Galleria».