ARTE e cibo sono due termini che sempre più di frequente si trovano vicini. Gli sposalizi più riusciti sono però quelli tra musei e collezioni artistiche e ristoranti. Ci sono esempi illustri nel mondo (il Guggenheim Museum di Bilbao) e in Piemonte (il Castello di Rivoli con il Combal.Zero). Adesso Torino può vantare una nuova iniziativa: la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ha riaperto lo spazio food al primo piano. Spazio, si chiamava, Spazio 7 si chiama adesso, perché 7 è "il numero" di Emilio Re Rebaudengo, il rampollo della famiglia che ha già maturato belle esperienze nel campo dell'hotellerie e della ristorazione tra Torino e Londra. E che oggi si è gettato nell'avventura di Spazio, Il locale è tra i più belli, non solo della città, progettato da Claudio Silvestrin, architetto di tutta la Fondazione. La sala rettangolare, ben illuminata, ha arredi minimal e pareti di sobria eleganza, due coperte da un wall painting "Senza Titolo" su carta da parati, di Amedeo Martegani che crea un effetto quasi magico. Eleganti e ben distanziati anche i tavoli. Insomma tutto parla di un ristorante di livello, anche la cucina. A guidarla è stato chiamato un giovane, Simone Breda con esperienze nelle cucine di Gualtiero Marchesi e Moreno Cedroni, e in alcuni locali stellati in Svizzera. Ventinove anni, bella tecnica, personalità e idee chiare. In carta piatti tradizionali, ma saggiamente alleggeriti, come la battuta di Fassone al col- con salsa d'uovo, topinambur e scorzonera o i ravioli del plin burro di Normandia e salvia, si alternano a creazioni più personali come il carpaccio di scampi, mango, liquirizia e basilico, gli gnocchetti di vongole veraci, limone candito e crema di broccoli o la pluma di maialino iberico, mele jazz al tè nero e cannella, purea di mandorle. Insomma una cucina che può accontentare chi cerca conforto nel piatto e chi preferisce osare. Carta dei vini in costruzione, ma già sufficiente, servizio giovane. Menu a 42 e 48 euro, alla carta poco di più. A pranzo si mangia nella caffettaria sottostante, progettata da Rudolf Stingel: pasti più leggeri (e più economici), ma la mano che li prepara è la stessa. E val la pena provarla.
La Fondazione Sandretto sposa il bello e il buono nel rinnovato Spazio 7
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino ha riaperto uno spazio food al primo piano, chiamato Spazio 7. Il locale è stato progettato da Claudio Silvestrin e presenta una sala rettangolare con arredi minimal e pareti di eleganza. La cucina è guidata da Simone Breda, un giovane chef con esperienze in cucine di Gualtiero Marchesi e Moreno Cedroni. La carta dei piatti è una combinazione di tradizionali e creazioni personali, come il carpaccio di scampi e il gnocchetti di vongole. Il menu a 42 e 48 euro, con opzioni a pranzo nella caffettaria sottostante progettata da Rudolf Stingel.
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