ERA stato Giuliano Pisapia a inviargli un appello, l'ultimo tentativo per riuscire ad avere quell'ultima tessera mancante del mosaico. E adesso è stato proprio il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini a pronunciare l'ultimo "no": «Quelle del direttore degli Uffizi sono valutazioni corrette, che io rispetterò», ha detto. Nessun ripensamento o intervento in extremis «Secondo me la politica non deve comunque intervenire in decisioni che sono di competenza dei direttori dei musei », la spiegazione per convincere il museo a prestare l'Annunciazione di Leonardo alla mostra di punta del programma culturale organizzato per Expo. L'opera contesa non si sposterà. Caso chiuso anche per Palazzo Marino che, con l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno, dice: «La vicenda è finita con una posizione del ministro che per sensibilità istituzionale rispetto ». Eppure, è inevitabile il rammarico: «È un'occasione persa: dal punto di vista scientifico avevamo l'opportunità straordinaria di far dialogare l'opera degli Uffizi con la cosiddetta Annunciazione piccola del Louvre confermata sei mesi fa». E c'è ancora spazio per una, amara, considerazione conclusiva: «Milano ha un destino singolare ricorda l'assessore : dialoga con estrema facilità con Washington, Parigi e Londra e fa un po' più di fatica quando deve dialogare con il proprio Paese». Alla fine, L'Annunciazione non traslocherà. Un altro Leonardo negato dopo quello ancora più famoso la Dama con l'ermellino dichiarata inamovibile da Cracovia. In realtà, dagli Uffizi arriveranno altre opere. È stato Franceschini a riepilogare la storia: «Ho ricevuto una lettera dal sindaco Pisapia che mi chiedeva una riflessione. Ho chiesto al direttore degli Uffizi una relazione, che mi ha fatto avere, e nella quale ha allegato l'elenco delle opere che hanno prestato alle varie mostre per Expo: sono 28 opere». Proprio per l'esposizione dedicata a Da Vinci, dalla Galleria usciranno tre prestiti importanti: la Tavola della fortezza di Botticelli, l'Adorazione dei Magi del Ghirlandaio e la copia anonima della Leda con il Cigno di Leonardo. Dal Gabinetto, invece, verranno "spediti" sette o otto disegni «straordinari», dice Del Corno. Il bilancio delle richieste inviate al mondo è considerato comunque positivo: «La mostra avrà oltre 200 prestiti confermati; 97 saranno di Leonardo tra cui sei quadri di inestimabile valore e disegni mai esposti prima in circostanze come queste», spiega l'assessore. Peccato per quell'ultima casella vuota. Franceschini, però, è stato chiaro: «Il direttore degli Uffizi mi ha fatto presente che il museo fiorentino, se prestasse l'Annunciazione, rimarrebbe completamente privo di opere di Leonardo durante i sei mesi di Expo». Il Leonardo conteso negli ultimi giorni ha creato anche una divisione tra il Comune e il com- missario del padiglione italiano, Diana Bracco: «Questa storia delle opere in prestito per Expo sta diventando una tortura», il giudizio dell'industriale. Ma Palazzo Marino difende l'operazione: «Chi ha confuso la nostra richiesta di prestito nata sulla base di una ricerca scientifica con le boutade estive non ha capito molto», precisa Del Corno. E il vuoto che l'Annunciazione avrebbe creato a Firenze? «Credo che se i turisti non l'avessero trovato non sarebbe rimasti delusi da uno dei musei più importanti del mondo».
MILANO - L'Annunciazione non sarà a Expo Franceschini "Resta agli Uffizi"
Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha dichiarato che l'Annunciazione di Leonardo da Vinci non si sposterà dal Museo degli Uffizi. Il direttore degli Uffizi ha spiegato che la politica non deve intervenire in decisioni dei direttori dei musei. Il Comune di Milano aveva richiesto il prestito dell'opera per la mostra di Expo, ma il ministro ha rifiutato. L'assessore alla Cultura di Milano, Filippo Del Corno, ha dichiarato che la vicenda è finita e che non ci sarà più discussioni. Il Comune di Milano aveva richiesto il prestito di altre opere di Leonardo, ma il ministro ha rifiutato anche queste richieste.
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