Raffo: «Li avevamo in comodato d'uso. Aspettavamo un finanziamento della Regione che non è mai arrivato. Ma non disperiamo» Acate. L'erede dei principi di Biscari si è ripreso i mobili che il Comune di Acate aveva, in comodato d'uso gratuito, e che da tempo giacevano in attesa di restauro. Finisce così una parte della favola del castello di Acate, il sogno di quanti speravano di vederlo arredato. L'11 novembre 2011 la consegna da parte dell'erede del casato Paternò Castello, ieri la riconsegna al proprietario. La conferma arriva dal sindaco, Franco Raffo: "E' vero, li ha ripresi dato che gli accordi non sono andati come dovevano. Ho scoperto da poco, infatti, che c'era una richiesta di finanziamento alla Regione per l'acquisto. Sarei dovuto andare ieri a Palermo all'assessorato ma la neve mi ha fermato. Il principe ha ripreso gli arredi ma mi ha promesso che ci aspetterà e se la Regione dovesse finanziarci allora lui ce li ridarebbe. E, poi, abbiamo scoperto, mentre li tiravamo fuori, che dietro c'erano le opere di Cilio. Ho incaricato il direttore artistico per la valorizzazione del castello, Pietro Mezzasalma, di creare un museo, così tutti potranno ammirarle". La vicenda aveva avuto inizio nella primavera del 2011, racconta Emanuele Caggia, ex assessore alla Cultura della Giunta Caruso: "Il principe di Biscari ci aveva prospettato la possibilità di riscattare i mobili, di altissimo valore storico. Ci eravamo attivati, nell'ottica di rivalutare il castello, per accedere ad un particolare fondo della Regione per acquistare e restaurare gli stessi. In tale ottica, avevamo fatto formale richiesta alla SOpRINTENDENZA per procedere a tutti gli adempimenti del caso. L'idea originaria era quella di rendere più fruibile il castello, proprio per questo lo avevamo anche inserito nel circuito online dei castelli d'Italia, dove tutt'ora è presente anche se, purtroppo l'interruzione della mia esperienza amministrativa non ha permesso l'implementazione di altri dati, opera che potrebbe essere proseguita dall'amministrazione attuale. Ritenevo allora, e continuo ad avere la stessa opinione, che il maniero debba costituire il volano del rilancio di Acate. Certo, dispiace che gli arredi non siano più al castello. Dopo la fine della mia esperienza amministrativa ho sempre richiamato l'attenzione degli amministratori che si sono susseguiti sui mobili presenti nel maniero ma, evidentemente, il percorso si è interrotto". Sulla vicenda interviene anche il movimento 5 stelle di Acate che con un comunicato sarcastico afferma: "Che te ne fai di un castello quando hai una discoteca? " Il riferimento è alle recenti feste realizzate nel contesto del maniero. I 5 stelle avanzano una serie di interrogativi sul perché di quanto accaduto ieri e preannunziano che il sindaco " dovrà dare conto al prossimo consiglio comunale". 11022015