E' accusato di avere detenuto tra le pareti domestiche materiale archeologico e di avere contraffato un cammeo, ma si difende a spada tratta e nell'aula del tribunale dove era in discussione il processo che lo vedeva sul banco degli imputati, ha raccontato la sua verità sulle accuse che gli sono piovute addosso dopo una perquisizione della propria abitazione da parte degli agenti della Guardia di finanza. Al centro del caso giudiziario c'è Giacomo Di Bartolo, un marinaio di 56 anni sotto processo davanti al giudice monocratico Chiara Raffiotta. Ieri l'uomo, rispondendo alle domande del pubblico ministero Giampiero Cortese, ha raccontato che il materiale rinvenuto dalla Guardia di Finanza tra le pareti della sua abitazione del centro storico, non solo è di scarso valore artistico, ma di averlo comprato in giro per il mondo durante i suoi viaggi di lavoro. Ha raccontato di essere un marinaio e che, per ragioni di lavoro spesso si trova all'estero dove sovente va in giro per i mercatini, acquistando oggetti dagli antiquari. Ed ha raccontato anche di avere acquistato a Londra un calco con il quale, durante la navigazione, per ammazzare la noia si dilettava a riprodurre oggetti in gesso. Al giudice ha mostrato il calco, producendo anche la ricevuta d'acquisto, aggiungendo poi di avere acquistato qualche calco anche nei musei. Il marinaio appassionato d'arte Giacomo Di Bartolo (l'uomo nella sua battaglia legale è difeso dall'avv. Vittorio Giardino) ha riferito che parte del materiale rinvenuto nella sua abitazione dai finanzieri e per il quale è sotto processo, gli era stato già sequestrato nel 1998 e che, nel prosieguo - a controlli espletati - gli era stato restituito in quanto si trattava di materiale di scarso valore artistico. Una volta restituito, quel materiale lo aveva lasciato tra le pareti domestische. Sulla contraffazione del cammeo che gli viene contestata, Di Bartolo ha riferito di averlo acquistato in una bancarella durante una gita con la moglie. Il processo è stato aggiornato al 25 giugno. D. V. 11022015
SICILIA -Reperti archeologici Sono miei, comprati legalmente all'estero
Un marinaio di 56 anni, Giacomo Di Bartolo, è sotto processo per aver detenuto materiale archeologico e contraffatto un cammeo. Durante il processo, Di Bartolo ha raccontato la sua versione delle cose, affermando di aver comprato il materiale in giro per il mondo durante i suoi viaggi di lavoro. Ha mostrato la ricevuta d'acquisto di un calco, che ha utilizzato per riprodurre oggetti in gesso durante le sue navigazioni. Di Bartolo ha anche riferito che parte del materiale sequestrato nel 1998 gli era stato restituito in quanto di scarso valore artistico. Ha negato di aver contraffatto il cammeo, affermando di averlo acquistato in una bancarella durante una gita con la moglie.
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