La villa della Rinchiostra come la Versiliana o, per volare ancora più alto, come Hide Park di Londra. Il progetto di riqualificazione della villa rosa dei Cybo-Malaspina va avanti. I soldi infatti ci sono: sono quelli che arriveranno da Esselunga in cambio dell'okay del Comune all'ampliamento del supermercato nel viale Roma. Si chiama "perequazione" ed è un metodo che piace alle amministrazioni perchè scambia spazio ceduti ai privati con opere per la collettività da essi pagate Si parla di 1,1 milioni di euro, che serviranno sia per ristrutturare una parte della villa e renderla un polo espositivo, sia per trasformare il giardino intorno, come ha chiarito il sindaco Alessandro Volpi, nel «parco della città»: un luogo quindi di passeggiate, ma anche riposo, letture e, soprattutto, eventi culturali all'aperto. «L'obiettivo spiega il primo cittadino è quello di recuperare la natura storica del giardino, che negli anni ha subito trasformazioni, cercando di potenziarne la funzionalità. Il tutto in coerenza con quello che dovrà diventare la villa». Un progetto vero e proprio ancora non c'è; gli uffici tecnici stanno lavorando in questi giorni sulle linee guida dettate dall'amministrazione. Ma nei corridoi comunali le voci e le teorie girano. E, tra queste, quella della realizzazione di un anfiteatro da mille posti nel parco. Ipotesi che ha innescato subito polemiche. «Il quadro naturale della Rinchiostra attacca Stefano Alberti, del Pd, presidente della commissione cultura non può prescindere dal suo valore storico, ambientale e culturale del compendio: non possono essere travolti questi valori. Una struttura come quella di anfiteatro da mille posti potrebbe essere invasiva rischiando di rovinare lo spettacolo naturale di questo parco. Il rischio vero continua il consigliere della maggioranza è quello di perdere un patrimonio di piante secolari se non si interviene tempestivamente». Alberti lamenta anche la mancanza di un percorso di partecipazione da parte dell'amministrazione. «Questa è un'occasione unica per la Rinchiostra ed è importante valutare bene come investire il budget a disposizione. I cittadini devono essere coinvolti, bisogna ascoltare anche cosa pensa la gente. Ma il percorso di partecipazione si fa a monte e non alla fine quando è già stata approvato tutto». Tuttavia le voci, per il momento, rimango tali. Il sindaco infatti smentisce l'esistenza di qualsiasi progetto. Inoltre, sull'ipotesi paventata dal consigliere dem, del taglio degli alberi secolari e dello "snaturamento" del parco, tranquillizza: «Sul taglio degli alberi si pronuncerà anche la Sovrintendenza e il nostro obiettivo è valorizzare quel parco recuperando la sua identità». Le linee guida quindi sono due e scorrono parallele. Da una parte c'è la valorizzazione della villa. «Verrà anzitutto ultimata la ristrutturazione delle facciate spiega il sindaco e verrà poi trasformato in un polo espositivo a partire dalla collezione Guadagnucci che la famiglia dell'artista ha donato». Dall'altra parte il giardino, che ospiterà questo il piano eventi. «Si tratta di trovare lo spazio idoneo», chiarisce Volpi. La macchina della riqualificazione di Villa Rinchiostra quindi sembra essere oliata. «Tutto passerà dalla commissione cultura», garantisce il sindaco in indiretta risposta ad Alberti. Ma, intanto il consigliere dei Democratici inisiste: «È importante avere una visione d'insieme del parco e della Villa commenta Bisogna pensare poi a una gestione che dia una vera svolta al futuro d questo magnifico luogo, pensare a una Fondazione. La recente mostra di Gigi Guadagnucci infatti sta mostrando tutti i suoi limiti di una affidamento al solo volontario, senza neppure i supporti minimi, materiale divulgativo e una minimo di formazione».