IL DOSSIER I MUSEI abbandonati a sé stessi, senza un euro nemmeno per acquistare la carta igienica e che rischiano di chiudere nei fine settimana già da domenica prossima. I rifiuti che a marzo potrebbero rimanere a terra in mezza Sicilia. I trasporti pubblici locali che venerdì piomberanno nel caos, con lo sciopero proclamato all'Ast. Le Ferrovie che voltano le spalle all'Isola sopprimendo i treni a lunga percorrenza. Il tutto di fronte a un governo regionale alla paralisi: da gennaio la giunta si è riunita una sola volta e nessuno di questi nodi è stato affrontato. Il governatore questa settimana sarà impegnato in incontri istituzionali a Bruxelles, mentre all'Ars non ci sono disegni di legge da esaminare e si spera in un'accelerazione della riforma delle Province, modificata per l'ennesima volta. Una grande paralisi che produce disservizi per turisti e cittadini, con temi fuori dal dibattito politico. I MUSEI A PERDERE Quello dei beni culturali è un tema che sembra essere stato ignorato dal governo Crocetta. Dopo lo stop alle gare sui "servizi aggiuntivi", primo atto dall'insediamento del governatore, nulla è stato fatto. Si sono avvicendati quattro assessori, uno ogni sei mesi, ma non un nodo è stato risolto. Risultato? Puntuale come un orologio, torna il rischio chiusura dei siti nei weekend: ieri era in programma un incontro fra l'assessore Antonio Purpura e gli amministratori della Sas, la società in cui lavorano i custodi della ex Beni culturali spa. Ma il tavolo è stato rinviato. Nei giorni scorsi il dirigente generale Rino Giglione, in rotta con l'assessore, ha scritto alla Sas prospettando la mancanza di fondi per garantire i turni. E alcuni direttori dei musei, come Gioacchino Barbera di Palazzo Abatellis, hanno annunciato il rischio chiusura nei festivi. «Non possiamo permettercelo a ridosso della Borsa internazionale del turismo, la Bit, e soprattutto dell'Expo dice Purpura dobbiamo trovare una soluzione immediata». Ma non ci sono fondi in cassa anche per la manutenzione ordinaria: «Abbiamo problemi evidenti di cassa a causa dell'esercizio provvisorio », confessa l'assessore. Ed ecco che a musei e siti archeologici fino a oggi non è stato trasferito un solo euro per la manutenzione. Non ci sono fondi per cambiare una lampadina, nell'area archeologica di Selinunte crescono le erbacce e anche questo inverno non è stato possibile programmare l'illuminazione notturna del sito che la prossima estate chiuderà al tramonto. Tutti i musei, dal Paolo Orsi di Siracusa all'Archeologico di Enna, continuano ad avere le linee telefoniche in uscita tagliate perché la Regione non paga le bollette. E mancano i fondi per riparare le telecamere di sorveglianza, proprio mentre i turni dei custodi vengono dimezzati da 24 a 12 ore. Le gare sui servizi aggiuntivi da due anni sono bloccate: mancano le brochure, non ci sono audioguide né bookshop. I RIFIUTI IN STRADA La deadline negli uffici dell'assessorato all'Energia l'hanno già scritta: a marzo le discariche saranno quasi tutte sature, eccetto Siculiana della famiglia Catanzaro e Bellolampo, che lo sarà con questi ritmi all'inizio dell'anno prossimo. Ma da sole queste non basteranno a garantire il conferimento di tutte le 6 mila tonnellate giornaliere di rifiuti e lo spettro delle navi si avvicina. Una soluzione alla quale sta lavorando l'assessore Vania Contrafatto con il suo staff è quella di un ampliamento da 100 mila tonnellate della discarica di Grotte San Giorgio, della Sicula Trasporti della fami- glia Leonardi. «In questo modo avremo altri quattro-sei mesi di ossigeno», dicono da viale Campania. La Contrafatto è poi impegnata sull'emergenza dell'Ato della provincia di Palermo in fallimento, con tonnellate di rifiuti che da giorni si accumulano nelle strade attorno alla città. Ma per il futuro prossimo a quali soluzioni sta concretamente lavorando il governo Crocetta? Che linee guida avrà il piano rifiuti? Il governatore ha parlato di compostiere domestiche, poi di mini-termovalorizzatori e, ancora dopo, anche di un accordo per convertire le centrali elettriche siciliane in inceneritori. Ma una strada precisa non è stata imboccata. Domani si insedierà un tavolo tecnico regionale, al quale parteciperà anche Raphael Rossi, ex presidente della società di rifiuti di Napoli. Esperto nell'affrontare emergenze, potrebbe aiutare la Regione a inviare all'estero i rifiuti. Ma rimane un nodo. Con gli Ato in liquidazione e le nuove società di gestione al palo, chi dovrebbe fare i contratti con le spa che si occupano del trasporto di rifiuti? Crocetta chiede di avere poteri speciali, ma da Palazzo Chigi hanno detto un secco no. E in Sicilia rischia di scoppiare un'emergenza senza precedenti. BUS FERMI E TRENI SOPPRESSI Un altro tema che vede la Regione alla paralisi è quello dei trasporti. Le Ferrovie stanno riducendo i treni a lunga percorrenza e tagliando i traghetti sullo Stretto. Il governatore ha minacciato di scendere in piazza con i siciliani sul piede di guerra, ma nessuno da Palazzo d'Orleans ha chiesto un incontro con Ferrovie. L'ex assessore Nico Torrisi stava per firmare il contratto di servizio che doveva portare investimenti di 110 milioni di euro, ma poi tutto si è arenato e la Sicilia rimane l'unica Regione che non ha un contratto con Ferrovie che fissi servizi e convogli attivi. Il Comitato dei pendolari protesta contro l'inerzia della Regione, come faranno venerdì Cgil, Cisl e Uil Trasporti, che hanno indetto 24 di sciopero all'Ast. «Si bloccheranno tutti i bus dell'azienda dice il segretario della Filt-Cisl, Amedeo Benigno Il governatore nel luglio scorso ci aveva rassicurato su una serie di scelte: da allora è scomparso e la Regione non ha mai approvato il piano industriale dell'Ast, bloccando l'acquisto di mezzi nuovi e la riorganizzazione delle linee. L'azienda rischia il crac e vanta crediti milionari nei confronti degli enti locali. Crocetta è assente».
Treni, pullman, rifiuti, musei incalzano le emergenze nell'inverno della paralisi
Il governo regionale della Sicilia è in crisi, con una serie di problemi che stanno mettendo a rischio la gestione dei servizi pubblici. I musei e siti archeologici rischiano di chiudere nei fine settimana a causa della mancanza di fondi per la manutenzione. I rifiuti sono in strada, con le discariche quasi tutte sature e la soluzione che sta lavorando l'assessore Vania Contrafatto è un ampliamento della discarica di Grotte San Giorgio. I trasporti pubblici locali sono in crisi, con lo sciopero proclamato all'Ast e la riduzione dei treni a lunga percorrenza. Il governatore Crocetta è assente e non ha ancora trovato una soluzione ai problemi.
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