LA DENUNCIA alla procura della Repubblica è pronta. A volerci vedere chiaro sul villaggio neolitico di Palese, venuto alla luce solo pochi mesi fa e già ricoperto dalle ruspe per la costruzione di un complesso di villette a schiera, sono in tanti. A sollevare la questione è stata l'associazione Ecomuseo Urbano. Ma ora in tanti chiedono spiegazioni. In prima fila c'è il consigliere comunale Michelangelo Cavone. «Abbiamo intenzione - dice - di denunciare alla procura il silenzio della Soprintendenza ai beni archeologici perché siamo preoccupati per il futuro del villaggio neolitico. Le indagini archeologiche preventive sono state concluse troppo velocemente e gli scavi effettuati con modalità ambigue. Nonostante le sollecitazioni formali di Comune e Municipio, la Soprintendenza non ha sentito il dovere di dare una risposta ufficiale. Oggi scopriamo che improvvisamente gli scavi sono stati ricoperti e che i ritrovamenti sono stati definiti "privi di particolare interesse culturale e storico", pertanto depositati e catalogati nella sede della Soprintendenza, la stessa che tempo fa non aveva dato nessuna autorizzazione a costruire se non autorizzando unicamente gli scavi necessari per valutare l'estensione del sito». Al momento, spiegano i consiglieri del Municipio di Palese, non è stato rilasciato nessun permesso per costruire nell'area ma un nulla osta da parte della Soprintendenza non farebbe altro che accelerare l'inizio dei lavori da parte di privati «facendo perdere al nostro territorio l'occasione unica di avere un parco archeologico situato in un contesto storico-paesaggistico di inestimabile valore». A chiedere chiarezza sono anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle che sette mesi fa presentarono sulla vicenda dell'insediamento neolitico un'interrogazione. «Il Governo latita e lascia che tutto prosegua senza il suo controllo - dichiarano i deputati Angelo Tofalo, Giuseppe Brescia e Giuseppe L'Abbate - il M5S continuerà ad esser vicino alle associazioni che difendono il territorio».