FURONO ossessionati dall'eternità i faraoni e tanto fecero che alla fine tra le mode sono quella che torna più spesso. Grande ripasso per le suggestioni di Egitto nella Milano 2015 alla vigilia di Expo, che alla vigilia dell'abbuffata sulla nutrizione si regala non una ma ben due mostre dedicate all'antica civiltà che per millenni ha imperversato su Nilo e dintorni. Prima di diventare, da Marco Antonio a Hitler, passando per il Rinascimento e Napoleone, un tema ricorrente della cultura occidentale. Si parte oggi in Statale, ore 11.30, con gliscattidi Theodor Kofler e l'E-gitto dal cielo. 1-914, frutto di una ricerca nata e cresciuta tra i materiali d'archivio conservati in via Festa del Perdono: 50mila documenti, la più ricca biblioteca sull'antico Egitto d'Europa dopo quella di Oxford. «Kofler nel 2001 era solo la firma di uno sconosciuto su vecchie foto appena acquisite» spiega Patrizia Piacentini, curatrice della mostra e titolare della cattedra di Egittologia della Statale. «Grazie a una benefattrice, avevamo rilevato la biblioteca di Alexandre Varille e tra le carte trovammo bellissimi scatti aerei realizzati nel 1914 in cui i soggetti sono alcuni dei più importanti resti archeologici monumentali d'Egitto ». Dopo oltre 10 anni di appassionata ricerca tra parrocchie del Cairo, registri austriaci, istituti di fotografia americani ed europei, la Piacentini ha sciolto il giallo della firma. «Si chiamava Theodor Kofler, nacque a Insbruck il 27 luglio 1877 e morì in Tanzania, a Bukoba, sulle rive del Lago Vitoria, nell'ottobre del 1957». Soprattutto la serie di 21 scatti aerei («datati tra il 2 e il 14 gennaio 1914») da oggi esposti nei chiostri del Cortile di Farmacia, segnò l'inizio delle riprese aeree civili. Le piramidi di Giza, i templi di Karnak e Luxor, i colossi di Mennone. «Furono senza dubbio i primi scatti archeologici, non ad uso militare, mai realizzati in volo, e l'unico progetto aereo di Kofler». Allo scoppio della Grande Guerra, il fotografo austriaco scese dall'aereo e venne deportato dagli inglesi a Malta. Sui pannelli in Statale in mostra anche le immagini di Kofler che raccontano i due anni (fu liberato nel 1916) di internamento. L'allestimento di Alessio Carpanelli presenta anche 5 pannelli di grande formato stesi a terra, da ammirare dal primo piano del loggiato di Farmacia per sperimentare l'effetto di una vista aerea. Inaugurerà invece il prossimo 20 febbraio alle 18 alla Biblioteca Braidense la seconda mostra, Da Brera alle Piramidi. Quattro curatori: Aldo Coletto, Christian Orsenigo, Anna Torterolo e di nuovo Patrizia Piacentini. Iltitoloèungiococon Il 5maggio, l'ode manzoniana dove il verso originale dice " dal-l'Alpi alle Piramidi". Il tema è il ricorrere del gusto egiziano tra il 1500 e la fine del 1800. Dalle tavole del Polifilo ai primi tentativi di decifrare i geroglifici sugli obelischi di Roma documentati dai testi Athanasius Kircher. Ci sarà anche la prima edizione della Description de l'Egypte, celebre tomo sulle scoperte della campagna napoleonica in Egitto. E poi ancora bozzetti per la prima scaligera dell'Aida diretta da Giuseppe Verdi dagli archivi Ricordi. A Brera è in programma anche un calendario di incontri. Il primo sabato 21 febbraio alle 10.30 con Umberto Eco a proposito di Athanasius Kircher. Sul perché l'Egitto riaffiora a Milano proprio adesso, la Piacentini ha una spiegazione semplice e onesta. «È merito dell'Expo, anche se la via che abbiamo scelto è originale. Potevamo parlare del cibo nell'antico Egitto e invece abbiamo preferito nutrire lo spirito».
Che Milano d'Egitto Statale e Braidense riscoprono i faraoni
La mostra "Egitto dal cielo" è stata inaugurata al Cortile di Farmacia della Statale di Milano. La mostra è stata curata da Patrizia Piacentini e presenta 50mila documenti e la più ricca biblioteca sull'antico Egitto d'Europa dopo quella di Oxford. La mostra è stata realizzata grazie a una ricerca che ha portato alla scoperta della firma di Theodor Kofler, un fotografo austriaco che ha realizzato una serie di scatti aerei del 1914. I scatti aerei presentano le piramidi di Giza, i templi di Karnak e Luxor, i colossi di Mennone e sono stati considerati i primi scatti archeologici realizzati in volo.
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