Il prefetto promette incontri con gli enti locali per superare il blocco del turn over CONVOCARE un tavolo con gli enti locali per affrontare il problema del settore beni culturali. L'impegno è del prefetto Goffredo Sottile, che ieri ha incontrato i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Flp e Unsa dei 780 addetti di biblioteche, musei, archivi di Stato e soprintendenza regionali. La questione principale è quella degli organici. «Il rischio spiega Rino Rossi, coordinatore regionale della Cgil beni culturali è che strutture come la Biblioteca Nazionale, Palazzo Reale o gli Archivi di Stato riducano l'attività e le aperture al pubblico». Colpa del blocco dei turn-over che non permette di sostituire le persone che vanno in pensione. Così l'organico di oggi è pari al35 per cento di quello del 1997. «Servirebbero almeno 400 persone in più aggiunge Rossi speriamo che anche la Regione, che si è dimostrata sensibile al problema, intervenga». Un esempio? Il servizio di guardia a Palazzo Reale, dove sette anni fa erano 36 i custodi, ora sono 7 e devono garantire l'apertura di una struttura visitata ogni anno da 100 mila persone. Alla Biblioteca Nazionale a fine anno gli addetti, dopo gli ultimi pensionamenti, scenderanno a 91. Per le due sezioni di Archivi di Stato di Torino, dove lavorano 64 persone, il rischio è di non garantire le aperture al pubblico. «Con lafine dell'obiezione di coscienza sottolinea Rossi il problema è esploso. Ora attendiamo delle risposte dal tavolo perché così non si può andare avanti».
Beni culturali, organici a rischio
Il prefetto Goffredo Sottile ha promesso di convocare un tavolo con gli enti locali per affrontare il problema del settore beni culturali. La questione principale è quella degli organici, poiché il rischio è che le strutture riducano l'attività e le aperture al pubblico a causa del blocco dei turn-over. Il coordinatore regionale della Cgil beni culturali, Rino Rossi, sostiene che servirebbero almeno 400 persone in più per sostituire le persone che vanno in pensione. L'esempio di Palazzo Reale, dove sette anni fa erano 36 i custodi, ora sono 7, e di una biblioteca nazionale, dove gli addetti scenderanno a 91 a fine anno, è citato come esempio di come il problema stia espandendo.
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