L'ULTIMO motivo di attrito, l'Expo di Milano. Ronchi dice che è una manifestazione «ottocentesca», che non crede «alle migliaia di turisti che scendono a Bologna». In tanti se ne sentono oltraggiati. «Ma io ho solo espresso una mia personale opinione, rispondendo alla domanda di un consigliere». Assessore Ronchi, iniziamo dal Comunale. Nuovo statuto, nuovo consiglio, nuovo sovrintendente e tra poco un nuovo presidente, che sarà lei. «Al momento il presidente è il sindaco. Non io. Detto questo sì, abbiamo rispettato tempi, conti e regole. Ora si apre una partita complessa, entro giugno andrà determinata la pianta organica, il che significa decidere cosa manca e cosa vada rafforzato». Cosa va rafforzato? «Sicuramente il marketing. Il Comunale deve tornare a essere un teatro amato, con un ruolo nazionale e internazionale. Ma anche accessibile a chi non può permettersi gli attuali biglietti. Occorre grande attenzione ai costi, perché per tre anni dobbiamo attenerci al piano di risanamento. La parola chiave è equilibrio, anche nelle proposte artistiche. Giusto per chiarire che io non voglio sostituire Beethoven con Luigi Nono, ma semmai che si eseguano sia Beethoven sia Nono». Com'è andato l'incontro con Tacopina? «Molto bene. Si adopererà per trovare sostenitori - americani - a due realtà che stanno a cuore a entrambi, il Comunale e la Cineteca. È una persona molto pragmatica. Ha chiesto di avere un dossier preciso di entrambe le istituzioni». Sono anche le realtà alle quali ridurrà il contributo. «Sì, una riduzione dell'ordine di 150mila-200mila euro. Ma sono tagli che affrontiamo con serenità. Un maggior introito dalla tassa di soggiorno potrebbe permetterci di reintegrarli». Come verrà distribuita la tassa di soggiorno? «Alla Cultura sono destinati 1,6 milioni e questa quota verrà distribuita tra le realtà istituzionali e le realtà convenzionate, che insieme concorrono a creare il palinsesto culturale - e quindi secondo me anche turistico - della città. Quando sono arrivato la distinzione era molto netta, ora lo è molto di meno, per fortuna. Devo dire che hanno dato una buona mano i progetti speciali, coinvolgendo sia istituzioni partecipate dal Comune sia soggetti esterni». E quale sarà il progetto speciale del 2015? «A quarant'anni dalla morte di Pasolini, ci sembra giusto dedicarlo a lui. I capofila saranno Cineteca, Arena del Sole e Teatri di Vita. Hanno già aderito Hera, Fondazione del Monte e Regione. Anche il Ministero ha creato un gruppo di lavoro, e contiamo di lavorare assieme». Sarà un progetto produttivo? «Sì, ci saranno produzioni nuove. E restauri, ovviamente». Lei ha detto che è giusto privatizzare le mense ma non la cultura. Perché? «Perché solo un'amministrazione pubblica garantisce il pluralismo, la progettualità e una prospettiva che un'iniziativa privata non può assicurare, essendo legata al risultato economico. Il miglior esempio è l'Arena del Sole, entrata a far parte di Emilia Romagna Teatro con un investimento nostro di 1,8 milioni. Ha ampliato il tipo di spettacoli che ospita, e gli spettacoli che si vedevano all'Arena ora si vedono al Duse, che è un teatro privato. Il pubblico e la cultura ne hanno sicuramente tratto un vantaggio». Ogni volta che si viene qui a Palazzo d'Accursio non si può fare a meno di chiedersi cosa ne farete. «Se il Museo Morandi resta al Mambo, e siamo rassicurati sugli aspetti legati alla donazione, le sale che occupava qui a Palazzo d'Accursio verrebbero destinate all'Ottocento. Spostando qui anche il Museo del Risorgimento, potremmo realizzare a Casa Carducci la Casa delle Letterature, già suggerita da Stefano Tassinari. Per noi la collocazione giusta del Museo Morandi è al Mambo». Il "nuovo" museo Archeologico? «Diventa il più grande spazio espositivo di Bologna. Palazzo Grassi a Venezia, che era un polo importante per le mostre di archeologica e arte antica, non c'è più. Arthemisia, che è un gruppo leader nella produzione e organizzazione di mostre, con due sedi a Milano e a Roma, non nasconde il suo interesse per Bologna. Si aprono della possibilità, e la mostra sugli Egizi che si inaugurerà a settembre sarà un test importante».
"Il 2015 sarà dedicato a Pasolini E la cultura non si privatizza"
L'assessore Ronchi parla dell'Expo di Milano, che è considerata una manifestazione ottocentesca. Ronchi sostiene che il Comunale deve tornare a essere un teatro amato, con un ruolo nazionale e internazionale, e che il marketing deve essere rafforzato. Tuttavia, deve essere fatto con attenzione ai costi, poiché il Comunale deve attenersi al piano di risanamento per tre anni. Ronchi ha anche parlato dell'incontro con Tacopina, che ha espresso la volontà di trovare sostenitori per il Comunale e la Cineteca. La tassa di soggiorno verrà distribuita tra le realtà istituzionali e le realtà convenzionate, e ci saranno progetti speciali, come quello dedicato a Pasolini.
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