TRE milioni di euro dall'assessorato all'Agricoltura; 4,3 milioni da quello delle Attività produttive e altrettanti per iniziative collegate. Ben 170 mila euro solo per la pulizia giornaliera della "Piazzetta n. 4", 75 metri quadrati sotto i tendoni e altri 20 coperti. Oltre 11 milioni di euro per la presenza della Regione Sicilia all'Expo di Milano che aprirà i battenti il Primo maggio per concludersi il 31 ottobre. Una presenza doppia, visto che la Regione da un lato gestirà uno spazio al padiglione Italia e lì organizzerà tre settimane di eventi. Dall'altro ha la responsabilità del "Cluster Biomediterraneo", un grande padiglione di 7.300 metri quadrati che raggrupperà 11 Paesi del Mediterraneo nel quale la Sicilia coordinerà i quasi 5 mila metri quadrati di spazi comuni con due aree di ristorazione da 260 posti, un wine bar, un forno e un palco con megaschermo. Ben quattro gli assessorati interessati, oltre a quelli di Caleca e Vancheri, rispettivamente per il cluster e il padiglione Italia, anche i Beni culturali e il Turismo e poi una serie di dirigenti: Patrizia Monterosso, l'ex assessore Dario Cartabellotta, responsabile del cluster, Maria Cristina Stimolo per la Presidenza che fra le polemiche, poi smorzate dal governatore Crocetta, adesso fa sedere al grande tavolo di Expo anche il consulente del governatore Sami Ben Abdelaai. Polemiche che si spiegano facilmente dando un'occhiata agli altri numeri della vetrina milanese. La fetta più grossa delle risorse, ricavate dal capitolo "internazionalizzazione" dei fondi europei, sarà impiegata per il padiglione Italia: 2,4 milioni di euro solo per l'affitto degli spazi. Per l'intero arco dei sei mesi di Expo la Sicilia avrà a disposizione la piazzetta da 95 metri quadrati, per cinque settimane uno spazio espositivo supplementare di 200 metri quadrati e per tre settimane (a maggio, giugno e settembre) avrà in uso l'auditorium da 250 posti, ristorante vip da 300 coperti, palco live, sale meeting e promozione per un costo di 1,4 milioni di euro. Ma la nota spese non finisce qui: un milione e mezzo per i progetti legati agli eventi, altrettanto per quelli legati ai flussi turistici, mezzo milione per i servizi, pulizie comprese, e quasi 900 mila euro per consulenze di esperti, traduttori e altro. Un grosso affare legato a una serie di bandi che dovevano essere pubblicati dall'assessore Vancheri entro lo scorso dicembre ma che sono ancora in preparazione a due mesi e mezzo dall'apertura dell'evento. Nelle schede di presentazione dell'assessorato Attività produttive le voci dei servizi da appaltare sono decine: realizzazione supporti multimediali, catering, trasporto e gestione "flussi di persone", fino al "trasporto libri". E poi si dovranno trasferire a Milano da Aidone anche le statue di Demetra e Kore. Più austero, secondo Caleca e Cartabellotta, il bilancio del cluster per il quale esiste già una lista di aziende, Comuni, operatori turistici, università e chef che hanno risposto al bando dello scorso novembre. Solo le aziende sono 549, i Comuni 136 e tutti i partecipanti pagheranno una quota di partecipazione fra 250 e 5.000 euro. «Abbiamo deciso di stilare un bilancio separato e comunque non stanzieremo un euro oltre i tre milioni previsti dice l'assessore all'Agricoltura anzi contiamo di chiudere addirittura in attivo utilizzando le somme ricavate per realizzare un altro evento in Sicilia. Incasseremo anche dalla vendita dei prodotti e lo scontrino rilasciato agli acquirenti servirà per entrare gratis in musei e siti archeologici siciliani. Siamo in linea con i tempi previsti e il prossimo 12 febbraio a Villa Niscemi terremo l'Expo Day con tutti i soggetti coinvolti». Sulle polemiche che hanno coinvolto Sami Ben Abdelaali, Caleca minimizza: «Normale che il presidente Crocetta coordini gli assessorati sottolinea anche attraverso i suoi consulenti». Anche Cartabellotta taglia corto: «Il mio incarico è stabilito dall'accordo Expo-Regione, quindi non è cambiato nulla».