Continua il forte disagio a Palazzo Diamanti, proteste dei visitatori col giaccone e il personale si scalda con mezzi di fortuna Visitatori con pellicce e guanti a causa dei nove, dieci al massimo 12 gradi delle sale della Pinacoteca Nazionale di Corso Ercole I d'Este. Temperature davvero basse che certo non invogliano i turisti ad ammirare in tutta tranquillità le prestigiose opere d'arte qui presenti ma li spingono a compiere visite frettolose e superficiali. Una situazione che si prolunga ormai da oltre un anno con grave disagio soprattutto per il personale, otto unità suddivide nei due turni di apertura che non ce la fanno più a stare per sei ore al freddo. Poco ha risolto infatti limitare l'orario di sabato e domenica dalle 10 alle 18 invece del consueto 9 - 19 poichè questo inverno particolarmente rigido, non aiuta neppure nei momenti della giornata cosiddetti più caldi e a nulla serve quel tepore che naturalmente si diffonde quando c'è una forte presenza di persone che ora mancano assolutamente. Ieri nella mattinata sono stati 18 i visitatori nonostante fosse prevista una visita guidata con Rita Cassani che si è svolta regolarmente. «Gli ambienti sono alti undici metri - dichiarano i dipendenti tutti incappottati e protetti da sciarpe e guanti - e per avere qualche grado in più ci vorrebbero sia una folla sia un caldo sole che in questo periodo latitano». In realtà le promesse per risolvere la precaria situazione ci sono state, ma il problema sono ancora una volta i tempi troppo lunghi» . Anche il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha riconfermato la necessità della somma di 200 mila euro - prosegue il racconto dei dipendenti - per altro già stanziati in precedenza, ma quando arriveranno serviranno solo per cinque delle 20 sale dell'ala Biagio Rossetti. La cifra è necessaria per coprire le spese di un impianto di condizionamento e riscaldamento, ma solo per una parte della Pinacoteca». La temperatura bassa del Museo sorprende il signor Sergio di Modena nella nostra città perché in visita ad alcuni amici. «Ho girato moltissimo all'estero - sottolinea - ed ho trovato ovunque una maggiore attenzione verso luoghi importanti come questo mai lasciati al freddo. Sarà questione di crisi ma certo non è piacevole stare qui dentro». Non si meraviglia più di tanto Sara di Milano abituata ai musei lombardi generalmente poco riscaldati, invece Giovanni di Cagliari che venne a Ferrara alla fine del 2013 quando c'era già freddo in Pinacoteca, sperava che tutto fosse risolto».
FERRARA - Pinacoteca, 12 gradi: quasi un frigorifero
La Pinacoteca Nazionale di Corso Ercole I d'Este a Ferrara sta subendo un forte disagio a causa delle temperature basse, che raggiungono i 9-10 gradi. I visitatori con pellicce e guanti si sentono a disagio, mentre il personale si scalda con mezzi di fortuna. La situazione è prossima a un anno di durata e il personale sta soffrendo per le lunghe ore di apertura. Il ministro dei Beni culturali ha promesso di stanziare 200 mila euro per coprire le spese di un impianto di condizionamento e riscaldamento, ma solo per una parte della Pinacoteca. I dipendenti si sentono frustrati e sperano che la situazione venga risolta presto.
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