Rilievi per i prossimi interventi nel Duomo, prossime aperture Santo Stefano e San Biagio Invia per email Sono ancora 15 le chiese del centro storico di Ferrara che restano inagibili al pubblico. Dopo il terremoto ne sono state riaperte sette di cui l'ultima in ordine di tempo il 22 ottobre scorso, quella di Santa Chiara in corso Giovecca. Una di queste, il Duomo di Ferrara, dopo l'apertura nel luglio del 2012, necessita ora di interventi di consolidamento con rilievi che vengono fatti proprio in questi giorni e che comporteranno chiusure parziali nel corso del 2015. Sono state sette in totale le chiese che non hanno subito danni dal terremoto. Oltre a quelle riaperte dopo i lavori post sisma ci sono da registrare le aperture molto parziali di alcuni importanti templi come San Francesco, San Cristoforo e Santo Spirito. A San Francesco è stato reso agibile solo il transetto, apertura solo nei week end per San Cristoforo con navate inagibili, mentre per Santo Spirito solo una piccola cappella è stata riaperta. L'attività religiosa di quest'ultima chiesa è stata trasferita a San Giovanni Battista in corso Porta Mare, risparmiata dal terremoto, che è stata riaperta nel settembre 2012 dopo circa sessant'anni di chiusura. Per il resto sono in alto mare molte chiese a cominciare da San Domenico, Teatini e San Paolo, tre grandi templi che hanno al loro interno anche importantissime opere artistiche di pregio, i tempi per il loro recupero si dilatano anche se su San Paolo c'è uno specifico interessamento da parte del ministero dei beni culturali. Inizio lavori per la chiesa di Santa Maria Nuova-San Biagio che dovrebbe aprire fra pochi mesi, mentre a primavera inoltrata sarò il turno anche del tempio di Santo Stefano. Lavori di contenimento da parte dell'Usl, proprietaria dell'immobile, per San Carlo anche se il tempio di corso Giovecca resta ancora inagibile. Ci sono immobili anche di proprietà del Comune di Ferrara, come la chiesa della Madonnina e il Tempio di San Cristofo. Più complesso anche il recupero per le Stimmate (Via Palestro-Piazza Ariostea) e Sant'Antonio Abate. In questi casi è meglio davvero non fare pronostici sulla riapertura.