Villanova Monteleone, per i giudici la gestione turistica del sito va affidata alla "Laborintus", l'amministrazione ha già speso 30mila euro in cause perse VILLANOVA MONTELEONE. Secondo il Comune le guide turistiche della cooperativa Laborintus - che stando alle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato avrebbe dovuto gestire il parco archeologico di Nuraghe Appiu - non avevano certificato correttamente la propria conoscenza dell'inglese. E quindi l'aggiudicamento del servizio a quella ditta, benché disposto dai magistrati amministrativi, era stato revocato dall'amministrazione di Villanova Monteleone e affidato sino al 31 maggio prossimo a un'altra società, la Calarinas Scarl, che poi era quella che inizialmente aveva vinto l'appalto. Un incarico provvisorio, questo, in attesa che la giunta bandisse una nuova gara. Peccato, però, che nei giorni scorsi la prima sezione del Tar, della Sardegna, composta dal presidente Caro Lucrezio Monticelli, da Giorgio Manca e Gianluca Rovelli, abbia accolto l'ennesimo ricorso della Laborintus, condannando - ed è la terza volta - il Comune dell'entroterra algherese non soltanto a cancellare tutti i provvedimenti adottati sulla vicenda, ma anche al pagamento delle spese giudiziali. Le quali, sconfitta dopo sconfitta, si stanno paurosamente accumulando, al punto che ora avrebbero già raggiunto la ragguardevole somma di 30mila euro. Per gli avvocati cagliaritani Massimiliano Marcialis e Carla Valentino, che tutelano gli interessi della coop Laborintus, si tratta decisamente di una bella soddisfazione. Ma per una parte della comunità del paese, con l'ex sindaco Bastianino Monti in testa, semplicemente uno spreco assurdo e continuato di denaro pubblico. «Una situazione che definire caotica è poco - si lamenta Bastianino Monti - e anche se non si sa ancora come andrà a finire (il Comune potrebbe decidere di appellarsi ulteriormente al Consiglio di Stato - ndr) quel che è certo è che questa vicenda ai cittadini sta costando una montagna di soldi». La storia di questo appalto è in effetti piuttosto intricata e si presta, anche per la mole di contestazioni, a innumerevoli polemiche. Sta di fatto che alla procedura indetta a dicembre del 2013 dal responsabile comunale del Servizio socio culturale (che poi è l'attuale primo cittadino) per l'affidamemento del servizio di gestione del parco archeologicio di Nuraghe Appiu, a circa dieci chilometri da Villanova Monteleone, avevano partecipato soltanto la Laborintus e la Caralinas Scarl, quest'ultima risultata vincitrice della gara sino alla prima sentenza del Tar (25 settembre 2014) confermata dal pronunciamento del Consiglio di Stato appena un mese e mezzo dopo. A quel punto il Comune di Villanova non aveva potuto far altro che adeguarsi alle sentenze amministrative aggiudicando il servizio alla ditta cui i giudici avevano dato regione. Ma in attesa di verificarne i requisiti, sempre il Comune aveva comunque prorogato l'appalto alla Calarinas sino al 31 dicembre scorso, per poi scoprire (a suo avviso) che la gara andava rifatta perché le guide turistiche dei pretendenti nonavevano certificato la conoscenza di una lingua straniera.