LA PAROLA d'ordine è abbassare le polemiche. Ed evitare che, ancora una volta, i beni culturali siciliani possano finire al centro dell'attenzione mediatica nazionale per i musei chiusi o i siti archeologici sommersi da erbacce, proprio nei giorni della Borsa internazionale del turismo di Milano (in programma dal 12 al 14 febbraio). Ma dentro le stanze dell'assessorato di piazza Croci la tensione tra assessore e dirigente regionale, esplosa in maniera lampante sulla richiesta di revoca della sovrintendente di Siracusa Beatrice Basile (avanzata da Giglione e mai portata in giunta da Purpura), resta altissima. L'ultimo attrito è di due giorni fa. L'assessore scopre dai giornali della programmazione avviata da Giglione che prevede la chiusura dei musei di domenica nel periodo invernale per non arrivare ai periodi di maggiore affluenza senza più fondi a disposizione per assicurare i festivi e gli straordinari al personale. Una decisione assunta analizzando i flussi di visitatori insieme ai singoli direttra tori di parchi archeologici, monumenti e musei. «Ma come, proprio ora che inizia la Bit?», è saltato sulla sedia Purpura. Convocando una riunione urgente con i componenti del suo ufficio di gabinetto e firmando una direttiva in senso opposto alla linea del dirigente. Tanto che in tarda serata Giglione è costretto a richiamare alcuni collaboratori in sede per inviare l'atto dell'assessore a tutti i siti e i musei dell'Isola e assicurare l'apertura «in deroga » di oggi e domenica prossima. «Giglione ha compreso le mie preoccupazioni. Nessuno scontro, c'è piena collaborazione», dice Purpura, gettando acqua sul fuoco delle polemiche. E lo stesso fa Giglione: «Assessore e dirigente hanno ruoli diversi ma marciamo nella stessa direzione », dice. Ma nell'aria resta anche lo scontro politico emerso a fine gennaio dopo l'archiviazione del caso legato alla presunta piscina abusiva dell'ex assessore Mariarita Sgarlata che aveva determinato anche la sospensione della Basile. L'area Renzi del Pd ha chiesto la sostituzione del dirigente generale. Il Pdr dell'ex ministro Salvatore Cardinale (e di Michele Cimino, cugino di Giglione) ne ha difeso l'operato a spada tratta. Il presidente Rosario Crocetta è rimasto in silenzio. I problemi dell'assessorato restano però ancora sul tappeto. E sono tanti. Da una parte la questione delle aperture e dei controlli dei siti (per contenere i costi i custodi notturni passano da tre a due), tra le proteste dei direttori per il divieto di utilizzare il personale della Sas. Dall'altra parte la spesa dei fondi europei. Che ai Beni culturali ha accumulato più ritardi che negli altri dipartimenti. Entro l'anno ci sono da spendere 160 milioni di euro. Ed anche su questo fronte si è consumato uno scontro assessore e dirigente che ha detto no alla creazione di un gruppo di lavoro misto dipartimento ufficio di gabinetto. Il nodo più immediato resta però quello delle aperture dei musei. In ballo non c'è solo l'occasione di rilanciare il settore da cui oggi arrivano 16 milioni di euro l'anno a fronte di un costo di 67 milioni di euro ma anche l'immagine dell'Isola in un anno particolare, quando tutto il mondo si ritroverà a Milano per l'Expò. Per questo martedì prossimo si terrà una riunione all'assessorato. Attorno allo stesso tavolo: assessore ai Beni culturali, assessore all'Economia, dirigenti dei due dipartimenti e il presidente della Sas, Giuseppe Di Stefano. Obiettivo: trovare una soluzione ai turni e alle aperture festive per tutto il periodo invernale fino ai mesi clou dalla primavera all'estate. Una delle soluzioni prospettate in questi giorni, come nel caso di Palermo, è che per i siti minori, l'apertura nei festivi funzioni su prenotazione. Il nodo sono i fondi per la Servizi ausiliari Sicilia. La partecipata della Regione ha 600 dipendenti impegnati in siti archeologici e musei. «Ma i fondi dice Giglione non bastano a pagare gli straordinari e i notturni». Un nodo, quello della Sas, che si trascina da mesi e per cui Giglione aveva trovato anche un accordo con la società. Rinviato indietro «per motivi tecnici» dal governo. Il contenuto? Alla Sas sarebbe andato anche un 25 per cento degli introiti dei biglietti di alcuni siti tra cui, a Palermo l'Abatellis e Palazzo Mirto. E la storia continua.
SICILIA - Beni culturali, è scontro senza fine sui musei l'assessore sconfessa il dirigente
L'assessore ai Beni culturali di Siracusa, Beatrice Basile, è stata oggetto di una richiesta di revoca da parte dell'assessore Giglione, che ha avanzato la possibilità di chiusura dei musei di domenica nel periodo invernale per risparmiare fondi. Tuttavia, Purpura, il dirigente generale, ha convocato una riunione urgente e ha firmato una direttiva in senso opposto, assicurando l'apertura in deroga dei musei per oggi e domenica prossima. Giglione ha affermato di avere piena collaborazione con Purpura e di seguire la stessa direzione, ma l'aria è ancora carica di tensione e di scontro politico.
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