SI COMINCIA dal censimento di tutti gli operatori. Enti pubblici, scuole, ditte, laboratori, piccole imprese e singoli artigiani o maestri dibottega. E su queste basi nascerà la «Città del restauro». Una città virtuale che mette in rete tutte le informazioni, e quindi quella reale che crea un sistema tra tutte le professionalità e le discipline e i saperi operanti nell'area di Firenze e provincia sulla conservazione dei beni culturali. Un vero Polo del restauro, una cittadella, un centro d'eccellenza a cui mira il progetto «Firenze 2010» del Piano strategico dell'area metropolitana fiorentina, a cui sta lavorando un gruppo coordinato dal soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure Cristina Acidini. Il progetto è partito ad aprile e con l'obiettivo del portale web che organizzi tutti i dati raccolti. «Una fase lunga e laboriosa- spiega il soprintendente Acidini- perché davvero si tratta di scoprire tutto l'esistente che tocchi la conoscenza, la conservazione e il restauro dei beni culturali. Dai laboratori della soprintendenza, alle ditte private, fino agli istituti scientifici come Cnr, Università e operatori individuali che possano appunto costruire questo grande sistema informativo». Cosa si prevede? «Immagino un sito a parole chiave -prosegue Acidini- in cui si trovino informazioni di ogni tipo, che rimandino a centri, a scuole che magari rilasciano un diploma o un attestato di frequenza a corsi di tre mesi, o a istituti privati che si occupano di formazione, ai tanti soggetti e categorie di lavori e interventi che ruotano intorno al restauro». Ebbene, il risultato è raggiungere un checkup completo di questo settore per tutta l'aera fiorentina. Certo all'Opificio delle Pietre Dure spetta un ruolo centrale, visto il prestigio che lo contraddistingue storicamente per ogni tipo di intervento. Scuola di restauro di pittura, scultura, oreficeria, ecc. «Speriamo davvero in una riposta entusiasta- conclude il soprintendente- da parte di tutte le categorie e i soggetti interessati. E soprattutto contiamo nella collaborazione e nel coinvolgimento di tutti». Il portale web non dovrà organizzare solo i dati raccolti, ma diventare anche strumento di comunicazione, aggiornamento e scambi, oltre a fare di Firenze un luogo di eccellenza nel campo del restauro a livello internazionale. Sui cui poi si dovrà costruire e costituire «la città fisica del restauro». In questi anni gli operatori sono aumentati, e queste professionalità sono sempre più richieste nelle città storiche e per interventi su materiali lapidei di facciate di palazzi o monumenti, su dipinti, affreschi, mobili, arredi e oggetti del patrimonio artistico. Come si formano queste professionalità e dove? Quante sono le scuole o i centri o i laboratori esistenti? Quali tipologie di operatori immettono sul mercato? Un mondo tutto da scoprire e catalogare che, come previsto dal progetto, sarà poi organizzato in modo sistematico e quindi presentato in un convegno e in una mostra a conclusione dell'indagine prevista per l'aprile 2006.
Dal piccolo artigiano al CNR nella rete della ' 'Città del restauro
Il progetto Firenze 2010 mira a creare una città virtuale del restauro, chiamata Città del restauro, che metta in rete tutte le informazioni e le professionalità operanti nell'area di Firenze e provincia sulla conservazione dei beni culturali. Il progetto è stato lanciato nel 2004 e ha come obiettivo la creazione di un portale web che organizzi i dati raccolti. Il progetto è stato coordinato dal soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, Cristina Acidini, e ha coinvolto molti operatori e istituti scientifici. Il portale web sarà un strumento di comunicazione, aggiornamento e scambi, oltre a fare di Firenze un luogo di eccellenza nel campo del restauro a livello internazionale.
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