Presentato il progetto del museo di 400 metri quadri che accoglierà le statue. Il sottosegretario alla Cultura Barracciu: "Il sito archeologico e questa struttura devono diventare tra i più visitati d'Italia e non solo" CABRAS. I ballerini scalzi, la musica dell'organetto e le autorità in prima fila l'altra sera a Cabras per la presentazione del progetto dell'ampliamento del museo archeologico comunale che ospiterà i Giganti di Mont'e Prama, quelli già restaurati, quelli ancora da restaurare e se sarà il caso anche quelli ancora da riportare alla luce. Per loro gli architetti Walter Dejana e Renata Fiamma, vincitori del concorso internazionale bandito nel 2011, hanno disegnato «un volume puro, dalle linee definite, volutamente monolitico, che assume però leggerezza con il taglio netto che corre lungo tutto il perimetro tra il basamento di calcestruzzo sul quale sembra fluttuare leggero e le facciate». In parole più povere una sorta di maestoso parallelepipedo di 40 metri per dieci per una superficie espositiva di 400 metri quadri che però è una struttura modulare che in caso di necessità potrà essere ampliata ulteriormente. Perché il museo dei Giganti ha grandi ambizioni. Ne è convintissima la sottosegretaria ai Beni culturali Francesca Barracciu: «Il sito e il museo dei Giganti di Mont'e Prama devono diventare tra i più visitati in Italia e non solo», ha auspicato, confermando che l'attenzione del suo ministero resta altissima. «Continueremo a lavorare perché una volta completata l'opera ci dovrà essere uno sforzo in più per riempirla di grandi contenuti e per far arrivare tanta gente» ha detto la Barracciu, annunciando poi che alla realizzazione dell'opera seguirà «un progetto di valorizzazione e di promozione sul quale il Mibac sarà presente con i suoi soldi e le sue competenze». Anche il sindaco Cristiano Carrus guarda già al futuro perché, dopo la battaglia, vinta, per il museo c'è ancora da combattere, e da vincere, la battaglia per il restauro in loco dei due nuovi e spettacolari giganti scoperti la scorsa estate e di tutti gli altri reperti e, si spera, giganti, che verranno alla luce con le prossime campagne di scavi. Per quanto riguarda il nuovo museo comunque «ormai siamo alla fase esecutiva», ha spiegato l'assessore comunale alla Cultura, Fenisia Erdas, mentre la direttrice Carla Del Vais è «felicissima per questo primo traguardo dopo otto anni di lavoro a tempo pieno» . Il nuovo museo dei Giganti sarà molto più grande di quello attuale. La superficie espositiva passa da 750 a 1300 metri quadri. Il padiglione che ospiterà i Giganti si innesterà sull'attuale museo al quale si aggiungerà anche un altro padiglione di 300 metri quadri destinato a ospitare eventi e mostre ma anche il bar e il bookshop. All'interno del nuovo padiglione i Giganti «emergeranno dal buio che rappresenta l'ignoto, per essere ammirate nella luce, che rappresenta la conoscenza» ha spiegato l'architetto Renata Fiamma. Il padiglione poi sarà esso stesso una grande e maestosa opera d'arte costituita da 176 pannelli di cemento che racconterà la storia dei Giganti di Mont'e Prama e della penisola del Sinis. Ancora misterioso il nome dell'artista, sardo, che la realizzerà utilizzando la tecnica del sand casting, getto di sabbia, ideata dallo scultore di Orani Costantino Nivola, che la usò per lo showroom Olivetti di New York. Nel suo complesso, hanno spiegato ancora i due progettisti, il nuovo museo sarà come una sorta di anello di raccordo tra il paese e il Sinis e avrà un parco di oltre 14mila metri quadri.