CABRAS Durante la notte non è esattamente un raduno misto di forze dell'ordine. Ma il buio di Mont'e Prama, secondo Gavino Diana, direttore generale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna, è molto meno impenetrabile di quello che può sembrare. Diana, infatti, ha spiegato i metodi utilizzati per controllare con discrezione uno dei più importanti siti archeologici della Sardegna: «Abbiamo occhi e orecchie dappertutto», ha detto Diana prima di aggiungere un dettaglio importantissimo per il futuro dello scavo, «nonostante le attenzioni, non abbiamo mai ricevuto informazioni su attività sospette condotte nell'area di Mont'e Prama». I tombaroli non sono un problema all'ordine del giorno: «Proprio così, secondo il nostro punto di vista il sito non corre alcun pericolo. Piuttosto è probabile che gli esperti di questo settore abbiano agito anni fa, quando la ribalta era lontana». Un'idea che si sta facendo largo, dopo qualche resistenza, anche nell'opinione pubblica. L'assenza dei professionisti del settore dei furti di antichità non vuol dire che non ci sia bisogno di un controllo del territorio, e in particolare dello scavo: «Nonostante non si corra il rischio di intrusioni da parte di ladri attrezzati, il Corpo forestale è pronto a mettere in campo un sofisticato sistema di videosorveglianza che terrà sotto controllo tutta l'area di scavo ma anche il traffico in entrata e in uscita dalle strade del Sinis», ha detto ancora Diana. Una piccola "zona rossa" da cui sarà impossibile scappare con un souvenir dei giganti: «Funzionerà sfruttando la rete radio di cui siamo in possesso. Un sistema che può trasmettere diversi tipi di segnale, tra cui anche quello video in alta definizione, che vengono ricevuti da una centrale operativa che lavora 24 ore su 24», ha aggiunto Gavino Diana stando attento a non rivelare troppe informazioni sensibili, «non vogliamo concedere questo vantaggio. E, anzi, mi sento di aggiungere che i nostri occhi, e le nostre orecchie, sono già stati allertati. Anche perché non esiste solo la videosorveglianza ma ci sono anche i binocoli, alcuni molto sofisticati». L'idea, quindi, è quella di controllare senza essere visti e poi, qualora la tendenza registrata fino a oggi dovesse invertirsi, essere in grado di intervenire in tempi rapidissimi per bloccare ogni tentativo di fuga dei reperti. L'attenzione, però, non è al massimo solo sul campo: «L'opinione pubblica può stare tranquilla anche sotto questo aspetto. Riceviamo input costanti dalla presidenza della Regione e dall'assessorato ai Beni culturali», ha concluso il direttore generale del Corpo forestale sardo. Insomma, Mont'e Prama non corre rischi e presto potrà essere controllato anche a distanza e in alta definizione.
SARDEGNA - Diana: Forestale già pronta a garantire tutta la sorveglianza
Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna ha implementato un sistema di videosorveglianza per controllare lo scavo di Mont'e Prama, uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna. Il direttore generale, Gavino Diana, ha spiegato che il sistema di videosorveglianza sarà collegato a una centrale operativa che lavora 24 ore su 24 e riceve segnali video in alta definizione. Inoltre, il Corpo forestale dispone anche di binocoli sofisticati per controllare l'area senza essere visti. L'idea è quella di controllare senza essere visti e intervenire rapidamente in caso di tentativo di fuga dei reperti.
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