La Guardia di finanza mette i sigilli al cantiere nel Comune di Cetara Cinque gli indagati, accusati di lottizzazione abusiva e truffa aggravata FUENTI bis con sigilli in costiera amalfitana. Il reparto operativo navale della Guardia di finanza di Salerno ha sottoposto a sequestro preventivo la nuova struttura alberghiera che stava sorgendo in località Fuenti nel Comune di Cetara, al posto dell'ecomostro, l'Amalfitana Hotel, costruito nel 1971 e abbattuto nel 1999 dopo essere stato per anni un caso nazionale all'attenzione di tutti gli ambientalisti e ad aver fatto coniare il neologismo. Cinque avvisi di garanzia sono stati notificati al progettista, al tecnico comunale responsabile del procedimento e all'amministratrice della società proprietaria dell'hotel, oltre che al direttore dei lavori e al collaudatore in corso d'opera. Le ipotesi di reato vanno dalla lottizzazione abusiva, all'abuso edilizio, abuso in atti d'ufficio, falso e truffa aggravata. Le indagini delle Fiamme gialle sull'area di cui è proprietaria dagli anni Sessanta la famiglia Mazzitelli sono partite nell'aprile 2014, quando gli inquirenti si sono resi conto che si correva il rischio di un nuovo scempio come quello definito da Antonio Cederna nel 1971 "Un misfatto ecologico esemplare". Nel 2010 fu già bloccato il progetto "Parco del Fuenti" che era stato approvato nella Conferenza dei servizi del 2004 per il "Restauro paesaggistico e ambientale dell'area Fuenti", con il via libera di tutte le istituzioni, dalla Regione alla Provincia di Salerno alla soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici. «Sono una vittima della burocrazia, volevo trasformare il mostro in parco», dichiarò l'architetto Maria Teresa Mazzitelli, proprietaria della Tenuta Fuenti. Il nuovo albergo è soggetto ai vincoli ambientali del Parco regionale dei Monti Lattari, zona riconosciuta patrimonio dell'umanità dall'Unesco, e per realizzarlo si è fatto ricorso anche a un finanziamento pubblico di circa 5 milioni di euro. Questo ha spinto il pm che sta indagando sulla vicenda a ipotizzare anche del reato di truffa aggravata, per cui il gip ha disposto anche il sequestro della documentazione relativa al finanziamento. Affacciato sul mare blu della costiera, nello stesso posto di una delle due strutture dell'ecomostro, una sul mare l'altra arrampicata sul costone quella sequestrata ieri si trova più in alto stava sorgendo un hotel con piscine, terrazze, solarium, pergolati, parcheggi e strutture per la viabilità, e anche un ascensore di collegamento ricavato nella roccia, per un totale di più di 10 mila metri quadri. Un complesso turistico in zona a totale vincolo paesaggistico, dove non è possibile edificare. Come è stato possibile? Complicando la documentazione, fino a rendere sempre più difficili i controlli, e cambiando le volu- metrie a ogni successivo step in cui veniva presentata, secondo quanto ha potuto accertare la Guardia di finanza che ha riscontrato le irregolarità. Questo con l'aiuto del tecnico comunale di Cetara, indagato anche per usurpazione di funzioni pubbliche di altro ente locale: infatti avrebbe firmato documenti che avrebbe dovuto produrre non il suo Comune, ma quello di Vietri sul Mare, visto che l'edificio non in regola insisteva sul quel territorio. I Comuni, come enti locali, dovrebbero tutelare le aree vincolate. Invece c'è stato chi non ha esitato a fare l'esatto contrario. Secondo una nota degli investigatori salernitani, al comando del capitano Michele Petrone «il progettista attraverso false attestazioni dichiarava che le opere erano conformi a un vecchio progetto del 1968, approvato e che ricadevano in zona turistico ricreativa; il responsabile del procedimento, certificando falsamente che l'opera era conforme alle prescrizioni edilizie e urbanistiche della zona, rilasciava un permesso di costruire e un'autorizzazione paesaggistica del tutto illegittimi».