Pappalardo, progettista e consigliere del Pd «Perchè Granata non ha parlato quando ha votato il Prg? » Dopo la Balza Acradina, tocca al largo Campania. Il panorama, stavolta, è quello sul mare di Ortigia e i resti archeologici sono quelli delle Latomie dei Cappuccini. Ma qui, come sulla Balza Acradina, ci sono tutte le autorizzazioni del caso, compresi i pareri della SOpRINTENDENZA e le valutazioni a corredo. Lo scandalo quindi non è nella costruzione di un edificio al posto di una villa antica, in corrispondenza della nuova rotatoria di viale Tunisi, che ha tutti i requisiti e le autorizzazioni del caso. Ma se scandalo c'è, è da ricercare nelle amministrazioni (fatte di maggioranza e opposizione) del passato. E si riferisce a una politica che ha scelto un connubio tutela-sviluppo urbanistico e lo ha avvalorato con un Prg di cui nessuno più si assume le responsabilità. E così la denuncia contro questo scempio da parte del leader di Green Italia, Fabio Granata, diventa motivo di riflessione da parte del Pd contro il vecchio centrodestra di cui lo stesso Granata faceva parte. Veniamo ai fatti. La denuncia è appunto di Granata: «Vogliono abbattere una delle ultime ville Liberty della città per costruire tre palazzine. Ma villino Abela, con la sua caratteristica torretta, rappresenta una pregevole testimonianza architettonica certamente da tutelare. E a riprova del suo interesse artistico, la villa è stata utilizzata a luglio per le riprese della fiction che verrà trasmessa da Canale 5». Una villa a due passi dalla Latomia dei Cappuccini. «E' una delle poche zone verdi di alto interesse storico ancora rimaste a Siracusa - dice l'ex assessore regionale ai Beni culturali - Si erge su un terreno in parte vincolato dalla SOpRINTENDENZA nel corso degli anni 80 e a una distanza inferiore a 150 metri dal mare. Nel marzo 2013 è stato richiesto alla SOpRINTENDENZA di apporre il vincolo monumentale su questa villa secolare, ma è stato dato parere negativo. E coloro che vogliono portare avanti questo scempio si sono rivolti all'assessorato regionale ai Beni culturali e all'assessorato Territorio e Ambiente relativamente alla legge Galasso per ottenere una autorizzazione che rappresenterebbe un autentico scandalo. È veramente vergognoso voler distruggere e cementificare siti di tale bellezza della nostra città quando la stessa è piena di appartamenti nuovi invenduti e di case fatiscenti e disabitate che potrebbero essere ristrutturate e rigenerate». I presunti cementificatori sono Massimo Riili, presidente dell'Ance e titolare dell'impresa di costruzioni che sta curando i lavori; e Francesco Pappalardo, progettista e consigliere comunale del Partito democratico. Lo stesso Pd che ha fatto dello slogan "volumi zero" il suo grido elettorale a sostegno di Garozzo. «Ma qui non ci sono volumi nuovi - dice l'ingegnere Riili - semmai gli stessi del passato, ma migliori. Cemento moderno, progettato bene, antisismico. Al posto di una villa fatiscente e abbandonata dai proprietari da anni, sorgerà un edificio come legittimamente deciso da chi è proprietario del villino. Nessuno scempio. Questa è una zona in cui è possibile costruire come prevede il Prg e come ha accertato la SOpRINTENDENZA dopo una valutazione dell'Ateneo di Catania che ha asserito che l'immobile non avesse valore architettonico. E' una villa con un nucleo anni 60 e varie sovrapposizioni, diventerà un edificio moderno, d'avanguardia sotto il profilo energetico e della sicurezza. L'idea che si possa con un colpo di bacchetta magica cancellare le brutte e cadenti case della città è solo uno slogan elettorale e ambientaliste, perchè il cemento brutto deve essere sostituito piano piano con quello buono». Gli fa eco Francesco Pappalardo, architetto e componente della commissione Urbanistica del Comune. «Parliamo di un edificio in conformità urbanistica con il Prg - dice Pappalardo -. Non è una villa antica, la SOpRINTENDENZA è stata chiara. Il problema, dunque, diventa di carattere politico: si può togliere il diritto a un cittadino di costruire dove è legittimo farlo? Quel che invece appare chiaro è il fatto che coloro che denunciano adesso scempi ambientalisti e cementificazioni selvagge, avrebbero dovuto farlo quando era tempo di scegliere. Oggi l'onorevole Granata si scaglia contro una decisione di un privato, ma dov'era quando è stato votato il Prg? Dov'era quando si è detto sì alla realizzazione di edifici sulla Balza Acradina? ». Fabio Granata adesso chiede alla SOpRINTENDENZA di imporre un vincolo monumentale su villa Abela per tutelarne il valore storico ed impedirne la demolizione. Ma la SOpRINTENDENZA ha già deciso e sta adesso ultimando le verifiche del progetto come conferma l'ingegnere Riili. «Vi sono affioramenti di latomie - dice - che verranno tutelate, ovviamente, e valorizzate. I resti archeologici si trovano in un'area intoccabile, come è naturale che sia. Noi proseguiremo l'iter secondo la legge, come sempre». 07022015
SICILIA - Cappuccini, cemento selvaggio Scoppia il caso di villa Abela
Il leader di Green Italia, Fabio Granata, ha denunciato la demolizione di una villa Liberty a Siracusa, che sarebbe stata sostituita da tre palazzine. La villa, chiamata villino Abela, è stata utilizzata per le riprese di una fiction e rappresenta una pregevole testimonianza architettonica. La SOpRINTENDENZA ha già deciso di autorizzare la costruzione, ma Granata ha chiesto di imporre un vincolo monumentale per tutelare il valore storico della villa. L'ingegnere Massimo Riili, presidente dell'Ance, ha affermato che la villa è stata valutata come non avere valore architettonico e che il nuovo edificio sarà moderno e antisismico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo