Quanti napoletani sanno che a vico de' Maiorani 45, nei locali dell'ex convento della Basilica di San Lorenzo Maggiore, c'è l'Archivio Storico del Comune? Probabilmente pochi. Forse quasi nessuno. Questo spiega perché la sua chiusura, che dura da oltre quindici anni, non abbia finora scatenato reazioni. La cosa non suscita sorpresa, visto che in Campania sta crescendo l'analfabetismo di ritorno e il settanta per cento degli abitanti non ha mai letto un libro. Biblioteche ed archivi possono quindi andare tranquillamente in rovina. Tanto nel frattempo, a tenere alto il morale della gente, bastano i concerti rock in piazza, le false coppe America e le gare dei pizzaioli sul lungomare. A Bartolommeo Capasso, grande storico e archivista italiano dell'Ottocento, dobbiamo il primo e straordinariamente dettagliato Catalogo ragionato dei libri, registri scritture dell' archivio municipale di Napoli . Chi ne sfogliasse le pagine vedrebbe scorrere la sequenza delle vicende amministrative, giudiziarie ed urbanistiche della vita cittadina dal 1387 al 1806. Quello però non era l'intero patrimonio archivistico napoletano. Esisteva un'altra montagna di carte che arrivavano al 1860. Successivamente integrate da ulteriori documentazioni che raggiungevano il periodo fascista. Purtroppo parecchie di quelle carte, trasferite durante la guerra nella torre del Beverello di Castelnuovo, sono sparite per sempre. Esse furono distrutte nella notte dal 3 al 4 marzo 1946 da un incendio, «appiccato forse dagli stessi dipendenti per coprire i furti di pergamene e codici miniati» (Maria Teresa Iannitto). La gravità della perdita rende maggiormente meritevoli di cura e attenzione le carte superstiti. Per fortuna restano ancora molti preziosi documenti. Il cui studio potrebbe permettere di scoprire sconosciuti aspetti della storia sociale ed economica cittadina. Rendere disponibile l'utilizzo del suddetto patrimonio dovrebbe essere quindi una delle principali preoccupazioni del Comune. Il che sfortunatamente non accade. Giorni fa, rivolgendomi all'ufficio Pubbliche Relazioni del Comune, ho tentato di esporre la gravità del problema. Ho spiegato che da troppo tempo vengono negati, magari inconsciamente, i diritti degli studiosi. In pratica oggi è impossibile approfondire la conoscenza di interi settori della storia napoletana. Speravo, illudendomi, di ottenere una risposta dall'assessore alla cultura. Ho ricevuto invece dalla dottoressa Ida Alessio Verni, dirigente del Servizio Archivi Storici e Biblioteche Comunali, una cortese lettera. Della quale riporto qui alcuni punti salienti, rivelatori dell'attuale stato di sconforto del personale: «In merito all'attuale situazione dei locali d'archivio presso il complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore devo, purtroppo, confermarle lo stato di inagibilità di quella dipendenza. Tuttavia, per completezza di informazione, devo anche renderle noto che recentemente ci è stata comunicata la conclusione della fase di verifica di conformità del progetto di recupero e rifunzionalizzazione degli spazi in questione. L'intervento è inserito nell'ambito del Grande Progetto Centro Storico di Napoli, valorizzazione del sito Unesco e riguarda la sistemazione anche di altre parti dell'insula francescana». La notizia, a prima vista buona, è in realtà tutt'altro che confortante. Non sappiamo infatti quando inizieranno, e soprattutto quanto dureranno i lavori del «Grande Progetto». Laddove conosciamo invece la lentezza d'esecuzione d'altri piani simili. Con ogni probabilità le carte resteranno nascoste almeno un'altra decina d'anni. Eppure le alternative valide non sono mancate. Esistono tuttora. Ma nessuno ha intenzione di metterle in atto. La lettera le elenca senza peli sulla lingua: «Faccio mia l'espressione 'scandalosa dimostrazione di disinteresse da parte del Comune nei confronti del patrimonio storico e culturale della Città' in riferimento alle 'occasioni' finora mancate per dare un'unica e dignitosa sede all'Archivio Municipale della terza città d'Italia. Già durante gli scorsi anni Novanta l'assessore pro tempore, prof. Guido D'Agostino, propose, ottenendo esito positivo, la destinazione dell'antico edificio in piazza Dante civico 79 (già ufficio di anagrafe e stato civile) a sede dell'Archivio Storico della Città. Ebbero anche inizio dei lavori di ristrutturazione, ma tempo dopo l'Amministrazione comunale considerò diversamente ponendo l'intero stabile nel novero del patrimonio immobiliare 'a disposizione' per la vendita. Un nuovo barlume di speranza si accese per l'Archivio quando nel 2011, su impulso dell'allora Assessore, dott. Diego Guida, la Giunta comunale deliberò destinarsi a sede dell'Archvio Storico Municipale l'appena restaurato complesso monumentale di San Domenico Maggiore. Ma brevi furono gli entusiasmi visto che, dopo pochi mesi, il successivo Assessore, dott.ssa Antonella di Nocera, portò in Giunta la delibera che revocava l'assegnazione e destinava gli spazi a 'sede del Museo Cittadino degli strumenti musicali, luogo di esposizione degli arredi sacri appartenenti all'ordine dei Domenicani'. Cosa peraltro neanch'essa realizzata. Intanto sono trascorsi altri anni, durante i quali le proposte, le sollecitazioni, i progetti avanzati hanno ottenuto riscontri contrastanti con le dichiarazioni di considerazione e impegno per la tutela e la valorizzazione della Memoria civica, tanto che lo stesso edificio di piazza Dante, provvisoriamente (o definitivamente?) sottratto alla vendita ai privati troverà come destinazione quella di uffici comunali di vario genere». Il grido di dolore di questa lettera non ha bisogno di commenti. Adesso i napoletani conoscono la verità. Ci auguriamo che pure il Sindaco e l'Assessore alla Cultura abbiano le idee un po' più chiare. E decidano di trasferire senza indugi le antiche carte a piazza Dante. È arrivata l'ora che Napoli cominci finalmente a trattare i propri tesori culturali con l'attenzione e l'amore che meritano.
Corriere della Sera
7 Febbraio 2015
L'Archivio storico di Napoli. Memoria negata della città
CA
Carlo Knight
Corriere della Sera
L'Archivio Storico del Comune di Napoli è stato chiuso da oltre 15 anni e non è stato mai riaperto. Il patrimonio archivistico napoletano è molto vasto e comprende documenti che arrivano al 1860. Tuttavia, molte carte sono state distrutte durante la guerra e sono state perse per sempre. Il Comune non ha mai cercato di rendere disponibile l'utilizzo del patrimonio archivistico. Il personale dell'ufficio Pubbliche Relazioni del Comune ha tentato di esporre la gravità del problema, ma non ha ottenuto risposta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 12 Giu 2009
CAMPANIA Museo a tempo. Portici, l'antico alla Reggia. Herculanense Museum: andateci ora, domani non si sa
Corriere della Sera · 4 Ott 2009
Carlo III 250 anni dopo. Perché distrusse la Real fabbrica delle porcellane di Capodimonte?
Corriere della Sera · 9 Gen 2014
Napoli. Piazza Plebiscito, solo piani vaghi
Corriere della Sera · 24 Ago 2014
Sulle tracce di Augusto, duemila anni dopo
Corriere della Sera · 23 Dic 2014
Dalla necropoli al battistero i tesori nascosti di Nocera Inferiore
Corriere della Sera · 21 Mar 2015
Pompei. Mio nonno e lo scavo a dieci metri dalla Villa
Corriere della Sera · 9 Mag 2015
Napoli. Difendiamo gli archivi da quello dell'Ilva allo Storico Comunale
Corriere della Sera · 11 Feb 2017
Napoli. Beni da restaurare. Una soluzione per il portone di Palazzo Carafa
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
il Sole 24 Ore · 11 Feb 2014
Con la crisi basta eccessi da archistar
Fonte non specificata · 7 Feb 2013
PAESAGGIO - Una colata di cemento ci seppellirà
Corriere della Sera · 7 Feb 2013
Hahn e Barca nel cantiere Pompei. E fuori i precari fischiano
Corriere della Sera · 7 Feb 2013
Napoli. Caffé sul Duomo, no dei comitati
la Repubblica · 8 Feb 2013
Ogni secondo il cemento divora 8 metri quadri d'Italia
la Repubblica · 8 Feb 2013
ROMA - Villa Massimo, si ferma il cantiere le proteste dei residenti stoppano i lavori
Corriere della Sera · 9 Feb 2013
Pompei. Fillea: La gara per il restauro della Casa dei Dioscuri assegnata con ribasso del 52
Corriere della Sera · 9 Feb 2013
Da Hahn complimenti alla Regione Campania
Corriere della Sera · 9 Feb 2013
Foggia. Giordano, lavori infiniti. Slitta il via libera: Sicurezza a rischio
la Repubblica · 9 Feb 2013
NAPOLI - Comune, restauri con sponsor: cco i monumenti e gli importi
Il Messaggero · 9 Feb 2013
Caravaggio, case e botteghe
Corriere della Sera · 10 Feb 2013
Se la storia dei condoni edilizi insegna che è meglio non farli
Corriere della Sera · 10 Feb 2013
Ricette, farmaci, scritte disperate. I fantasmi del manicomio d'Aversa
Corriere della Sera · 9 Feb 2013
NAPOLI - Sponsor per il restauro dei monumenti Il Comune di Napoli apre il bando di gara
www.abruzzo24ore.tv · 11 Feb 2013
Contro il centro commeciale sotto Piazza Duomo, l'impegno di tanti urbanisti
la Repubblica · 12 Feb 2013
I RISCHI DEL CONDONO NEL PAESE DEI TERREMOTI
Corriere della Sera · 12 Feb 2013
Girolamini. Anche don Marsano accusato di associazione. Stralcio per dell'Utri
Corriere della Sera · 11 Feb 2013
Girolamini, chiuse indagini preliminari
Corriere della Sera · 13 Feb 2013
Napoli. Architetti e privati rifanno Porta Capuana
la Repubblica · 14 Feb 2013
NAPOLI - Festa di San Valentino nei musei. Le iniziative in Campania: un solo ticket per coppia