Il caso è noto. A novembre dell'anno scorso, una riorganizzazione varata dal ministero dei Beni culturali ha portato la Biblioteca nazionale Braidense a perdere la sua storica autonomia, mandandola a dipendere dalla Pinacoteca di Brera. Secondo i promotori, una razionalizzazione con sinergie e risparmi significativi, di logica stringente, sostenuta dallo stesso ministro Franceschini in una lettera al Corriere : «Perché il funzionario bibliotecario direttore della Biblioteca Braidense (ossia "del Palazzo di Brera"), nominato dal direttore generale biblioteche, dovrebbe sentirsi "svilito" dall'essere collegato a un istituto ora dotato di autonomia speciale come la Pinacoteca di Brera, che avrà un direttore selezionato con un concorso internazionale?» Una posizione non condivisa da numerose personalità attente alla vita culturale cittadina, alcune delle quali tra cui Umberto Eco, Corrado Stajano, l'ex sovrintendente della Pinacoteca Carlo Bertelli, certo non annoverabili tra chi è pregiudizialmente negativo verso il ministro o il governo hanno firmato un appello per chiedere un ripensamento dell'operazione. A volte, questi appelli nascono da un eccesso di cautela, poi smentito dai fatti. In questo caso però, con lo scorrere del tempo, le preoccupazioni sembrano prendere corpo. Durante l'estate il direttore della biblioteca, Andrea De Pasquale, che si era distinto per una serie di operazioni di apertura alla città, è stato promosso, con la nomina al vertice della Biblioteca nazionale di Roma. Nell'attesa della riforma, a Milano non s'è visto alcun successore; per qualche mese il ruolo è stato ricoperto ad interim dalla direttrice della Biblioteca nazionale di Firenze, Maria Letizia Sebastiani; sul sito del ministero è ancora indicato così; tuttavia, secondo alcuni, con la riforma il ruolo sarebbe decaduto. In questa transizione nebulosa, capita che molte incombenze pratiche, noiose ma necessarie accumulino ritardi anche gravi, lasciando il campo a voci incontrollate di mancanza di fondi o addirittura di chiusura temporanea, che corrono per i corridoi silenziosi della biblioteca. E questo proprio nel momento in cui nella gloriosa istituzione si accumulano iniziative importanti convegni, conferenze, organizzate anche da tanti simpatizzanti esterni, in primis l'associazione amici di Lalla Romano, la cui casa è entrata di recente a far parte della biblioteca. Che non è un posto qualsiasi: è un pezzo stesso della storia culturale della città, custode, tra l'altro, delle carte di Alessandro Manzoni. Anche per questo, è auspicabile che le nubi possano sparire al più presto.