Depredavano gli scavi di Paternò, Gela e Licata Monete, corredi funerari, vasellame. Ma anche binocoli e sofisticate attrezzature dotate di particolari sonar per localizzare metalli a profondità che i tradizionali metal-detector non riescono ad individuare. È stato trovato anche questo, in Sicilia, nell'ambito della vasta indagine denominata "Artemide". Il blitz siciliano ha interessato Paternò, Gela e Licata. Oltre 100 i beni archeologicI, tra vasellame a figure rosse, frammenti architettonici e monete, oltre a strumenti utilizzati nella ricerca e nello scavo clandestino. Una decina le perquisizioni in Sicilia nel quadro del traffico di reperti archeologicI. I carabinieri stanno effettuando accertamenti anche in relazione a contatti di alcuni degli indagati in Sicilia con loschi figuri che gravitano nel traffico internazionale di reperti e che erano pronti a smerciare i reperti su aste internet. Palermo. Monete, corredi funerari, vasellame. Ma anche binocoli e sofisticate attrezzature dotate di particolari sonar per localizzare metalli a profondità che i tradizionali metal-detector non riescono ad individuare. E' stato trovato anche questo, in Sicilia, nell'ambito della vasta indagine denominata "Artemide". I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale della Sicilia che, su delega del Comando di Napoli, ha effettuato gli accertamenti coordinati dal vice comandante del Nucleo, colonnello Luigi Cortellessa. Il blitz siciliano ha interessato le province di Caltanissetta, di Catania e di Agrigento. Oltre 100 i beni archeologicI, tra vasellame a figure rosse, frammenti architettonici e monete, oltre a strumenti utilizzati nella ricerca e nello scavo clandestino. Una decina le perquisizioni in Sicilia nel quadro del traffico di reperti archeologicI. I carabinieri hanno eseguito i decreti di perquisizione disposti dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. «Si tratta di una operazione - ha spiegato il colonnello Luigi Cortellessa - che, in questo particolare settore, non ha precedenti e che ha visto l'impiego di tutte le forze e i carabinieri del nucleo». A Gela sono stati trovati corredi funerari, vasellame di ottima fattura e monete di epoca romana. Il materiale è stato trovato nelle abitazioni dei denunciati ma anche in alcuni magazzini ed in box adibiti a garage. Stessa situazione a Paternò e a Licata. Nella località dell'Agrigentino i militari hanno sequestrato monete mentre a Paternò sono stati trovati preziosi oggetti provenienti da corredi funerari e vasellame di ottima fattura. Gli indagati sono commercianti e mercanti interessati alle opere d'arte. Il materiale, secondo un primo riscontro tecnico, proverrebbe da scavi clandestini che sono stati effettuati negli ultimi mesi in alcune aree archeologiche siciliane. «Tutto il materiale - ha detto il capitano Carmine Elefante, del Nucleo di Napoli - sarà attentamente esaminato con l'apporto di funzionari della Soprintendenza». In questo modo i carabinieri riusciranno ad individuare l'area di provenienza dei reperti. I carabinieri stanno effettuando accertamenti anche in relazione a contatti di alcuni degli indagati in Sicilia con loschi figuri che gravitano nel traffico internazionale di reperti provenienti da scavi clandestini e che erano pronti a smerciare i reperti su aste-internet. 05022015
SICILIA - Operazione dei carabinieri in tre province siciliane: una decina di perquisizioni, oltre 100 i beni recuperati
In Sicilia, un blitz dei carabinieri ha portato all'arresto di oltre 100 persone sospettate di traffico di reperti archeologici. I carabinieri hanno effettuato perquisizioni in diverse città, tra cui Paternò, Gela e Licata, e hanno trovato monete, corredi funerari, vasellame e strumenti utilizzati per la ricerca e lo scavo clandestino. Tra i reperti trovati, anche binocoli e attrezzature dotate di sonar per localizzare metalli a profondità. L'operazione, denominata "Artemide", è stata coordinata dal vice comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale della Sicilia.
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