18 MILA presenze a Firenze nella stagione concertistica che sta per chiudersi, una media di 870 spettatori a sera al Verdi, 15 mila spettatori sparsi in regione, 15 mila gli studenti che hanno applaudito i concerti per le scuole. Sono cifre lusinghiere per l'Orchestra della Toscana alle quali fa da contraltare, spiega il presidente Rosa Maria Di Giorgi, una«debole risposta da parte degli enti locali che tra l'altro sono soci della Fondazione Orchestra Regionale Toscana: ho ricevuto proprio in questi giorni spiegadati certi sul fatto che nessuno incrementerà le sue quote. Né la Regione, ferma al milione e 750 mila euro di tre anni fa, ma che, comunque, ci coinvolge nella sua attività e ci anticipa i fondi ministeriali; né Provincia e Palazzo Vecchio, che versano rispettivamente 25 mila euro (il finanziamento non varia dal 1980, allora era di 50 milioni) e 180 mila euro (anche qui zero incrementi da molti anni): PalazzoVec-chio tra l'altro deve darci ancora il contributo relativo al 2004, Non chiediamo risanamenti ma riconoscimenti». Dal Comune Di Giorgi si aspetterebbe «almeno un coinvolgimento nell'Estate Fiorentina: perché non invitarci a realizzare un progetto il cui compenso potrebbe venire dai contributi che Comune e sponsor dedicano agli eventi estivi? Invece si ha come l'impressione che quei soldi vengano distribuiti secondo la logica del "chi prima arriva meglio sta"». Nonostante questo, l'Ort ha chiuso i suoi bilanci in pareggio «ma da 16 mesi è scaduto il patto integrativo con i 70 lavoratori, che adesso chiedono adeguamenti; professori d'orchestra soprattutto, sottoposti a sacrifici dall'intensa attività di tournée: è in corso una trattativa, ma tutto quello che possiamo proporre è un aumento che oscilla tra i 387 e i 550 euro lordi annui. Cifre che per noi implicherebbero un notevole sacrificio, se mettiamo in conto anche il punto interrogativo su quanto ci arriverà dal Fus». L'Ort, insomma, «è in uno standby che potràavereun'influenzanegativa sia sulla quantità che la qualità delle nostre produzioni». La soluzione, secondo Di Giorgi, deve essere anche politica: «L'Ort fa un lavoro che ha anche una ricaduta sociale (penso al coinvolgimento di anziani, scuole, turisti) e sul territorio: riguarda, dunque, le giunte nella loro interezza e non solo gli assessori alla cultura».