Il giudice Monica Jacqueline Magi ha disposto la confisca della fattoria medicea delle Cascine di Tavola, il complesso risalente all'epoca di Lorenzo il Magnifico immersa nel parco tra Prato e Poggio a Caiano. La confisca è stata disposta all'esito del processo nei confronti di Gianni Fabbrani, il rappresentante legale della Fattoria Medicea srl, l'ultimo proprietario del prestigioso immobile ora in rovina. Fabbrani era accusato di non aver ottemperato alle disposizioni della Soprintendenza ai beni architettonici delle province di Prato, Firenze e Pistoia che gli intimava di tutelare il bene, e di danneggiamento di bene architettonico. E' stato condannato a sette mesi di arresto. A questo punto si apre una complessa partita giuridica e politica. La confisca della Fattoria Medicea è appellabile, ma non è chiaro da chi. Oltre che dall'imputato, teoricamente dal curatore fallimentare, perché la società Fattoria Medicea srl è stata dichiarata fallita nell'ottobre del 2012 con un passivo di oltre 23 milioni (crediti in gran parte detenuti dalla Cassa di risparmio di Firenze). La prima asta per la vendita del bene (base oltre 6 milioni di euro) è andata deserta e successivamente la Regione Toscana ha manifestato l'intenzione di intervenire per tutelare il complesso edilizio ora mancante del tetto. Da una parte, dunque, c'è lo Stato, temporaneamente proprietario del bene in forza della confisca disposta dal giudice; dall'altra i creditori della società fallita, che hanno diritto a essere risarciti almeno in parte per i crediti che vantano. La data della seconda asta non era stata ancora fissata, ma secondo il curatore fallimentare Fabio Tempestini potrebbe essere sospesa in attesa di capire se il bene è effettivamente disponibile. Una situazione ingarbugliata. C'è al momento un colpevole per la giustizia penale, ma c'è anche un soggetto che porta la responsabilità morale per il deterioramento di un gioiello del Rinascimento. E questo soggetto è la Soprintendenza. Nel corso delle indagini e del processo è emersa l'inerzia della Soprintendenza davanti al degrado della Fattoria (l'ente avrebbe potuto agire in surroga ai privati, che non avevano soldi e voglia per farlo). Illuminante un episodio che risale al 16 febbraio 2011. Quel giorno davanti al sostituto procuratore Laura Canovai si presenta la soprintendente Alessandra Marino, convocata dal magistrato, e le viene chiesto se e quando fosse stato intimato ai privati di provvedere alla tutela della Fattoria. La risposta della soprintendente ("Ieri") fa capire alla Procura che fino a quel momento nulla si era mosso, nonostante i ripetuti allarmi lanciati da Italia Nostra, Legambiente e dal Comune di Prato sul degrado dell'immobile. «E' quello che aspettavamo. Che la Fattoria Medicea entri di diritto nel patrimonio del demanio è un passaggio più che positivo per tutti» commenta il sindaco Matteo Biffoni. «La possibilità di manovra a questo punto afferma - è molto maggiore in considerazione del fatto che si potranno risparmiare sei milioni di euro, ovvero il valore della base d'asta del complesso. Già da domani scriverò a Regione e ministero dei Beni Culturali chiedendo che si faccia in fretta a mettere in salvaguardia il bene». L'obiettivo è arrivare alla copertura delle strutture il prima possibile per evitare che scoperchiato ormai da anni il complesso subisca, per un altro inverno, le sferzate provocate dal maltempo. Paolo Nencioni
PRATO - Fattoria medicea allo Stato ma ora è quasi un rudere
Il giudice Monica Jacqueline Magi ha disposto la confisca della Fattoria Medicea, un complesso storico di Prato, a seguito di un processo contro Gianni Fabbrani, rappresentante legale della Fattoria Medicea srl. Fabbrani è stato condannato a sette mesi di arresto per non aver ottemperato alle disposizioni della Soprintendenza ai beni architettonici e per danneggiamento di bene architettonico. La confisca è stata disposta in forza della legge, ma la proprietà del bene è ancora oggetto di dibattito.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo