SAN MINIATO «Un'opera che porterà sul territorio circa 100 posti di lavoro, consentendo la realizzazione di strutture che gli abitanti di San Donato fino ad ora hanno potuto solo sognare». Arriva dai membri della consulta la replica alla petizione online promossa dai consiglieri Laura Cavallini e Alessandro Niccoli. Una protesta per la cancellazione di due previsioni di espansione urbanistica a San Miniato Basso e San Donato, che porteranno nel primo caso alla realizzazione di un nuovo punto vendita Coop e nel secondo alla costruzione di un magazzino della catena Penny Market per lo stoccaggio delle merci, che sorgerà di fronte all'interporto nello spazio tra la ferrovia e la Bretella del Cuoio. Una questione che aveva tenuto banco nella consulta del 13 gennaio, «dove la gran parte dei cittadini aveva accolto positivamente il progetto». A dirlo sono Angiolino Quirici del Romaiano Calcio, Enzo Biagioni dell'associazione "Vita e Ambiente", Natale Cassani di Forza Italia, nonché il parroco don Mario Brotini in rappresentanza dell'associazione "Il Melograno", tutti membri della consulta di San Donato, che intervengono dicono «per fare chiarezza rispetto ad alcune grossolane inesattezze contenute nella petizione». «Durante le varie assemblee pubbliche ricordano il sindaco in persona ha fugato ogni dubbio sul progetto, spiegando che non avrebbe prodotto alcun impoverimento alle attività economiche locali, in quanto si tratta di un deposito per lo stoccaggio che non effettua alcuna vendita. Semmai arricchirà l'indotto creando circa 100 nuovi posti di lavoro». Altro punto da chiarire quello delle dimensioni: rispetto ad una superficie coinvolta di 80mila metri quadri si precisa che il capannone, in realtà, ne occuperà solo 25mila. «E l'area aggiungono non ricade certo in golena. Sappiamo tutti che la golena è quello spazio fra la riva del fiume e l'argine; ci stupisce che due consiglieri comunali possano con leggerezza uscire pubblicamente con queste affermazioni». Per quanto riguarda invece l'aspetto paesaggistico, si ribatte che «la struttura non costituirebbe impedimento alla vista delle colline: dal centro abitato di San Donato andrebbe solo a coprire parzialmente un tratto di ferrovia, concerie e l'impianto dell'Organazoto. E queste non sono certo vedute di pregio!». Infine, grazie agli oneri di urbanizzazione che saranno incassati, l'amministrazione ha promosso una serie di opere a servizio del paese: «Sarà infatti possibile dicono la realizzazione di uno spazio per le assemblee, un circolo di ritrovo, una palestra che servirà anche le scuole e una piazza».(g.p.)