UN NUOVO Statuario alleggerito, con una sala dedicata, per usare le parole di Francois Champollion quando nel 1824 giunse a Torino, alla "magnifica assemblea di dei e sovrani" in pietra, l'altra alle 21 statue di Sekhmet, la divinità con la testa di leonessa. Spariranno di lì i sarcofagi, trasferiti al 1 piano, dove da ieri ha trovato posto, caricato dal cortile con una gru, quello di Kha, con le sue 9 tonnellate il più pesante del museo. Uno spazio per mostrare 44 papiri: il più lungo è quello di Iuefankh, che misura più di 18 metri, mentre tutti in fila arrivano a 200. E poi la Galleria dei Sarcofagi, 35 i pezzi finemente decorati, ora in restauro tra il Centro di Venaria e i Musei Vaticani per iniziativa degli Scarabei. Sono alcune delle sorprese che accoglieranno dal 1 aprile i visitatori del nuovo Egizio. Ma non è tutto: «Certo, si potrà guardare in giù e ammirare nelle vetrine tridimensionali 3500 reperti, dei 50mila posseduti: ma anche volgere gli occhi in su per ammirare gli affreschi di fine '700 presenti nelle sale del 1 piano, riemersi dopo 200 anni sotto 5 mani di pittura e ora recuperati, che facevano parte dell'antico Museo di Scienze» dice la presidente Evelina Christillin, che con il direttore Christian Greco racconta a Repubblica lo stato di avanzamento dei lavori. Intanto da ieri si può vedere, con biglietto ridotto, solo lo Statuario: sono ormai chiusi infatti la Tomba di Kha e l'-I-pogeo con la mostra "Immortali", i cui reperti vengono trasferiti nei due piani del palazzo «Il 1 dicembre si è iniziato l'allestimento del percorso espositivo: a oggi abbiamo collocato il 40 dei pezzi e due sale sono già state completate - dice Greco, che il 21 febbraio festeggerà il primo anno in via Accademia delle Scienze, mentre a maggio andrà a scavare per un periodo a Sakkara, a sud del Cairo. - Si procede a mano a mano che ci consegnano le sale, ora sto lavorando in quella di Kha: seguiamo il cronoprogramma per arrivare al 1 aprile con i due piani espositivi completati». Sarà pronto per quella data anche il piano ipogeo, mentre per la caffetteria di dovrà attendere giugno, dopo il trasloco degli uffici al 3 piano del palazzo. Nulla è lasciato al caso: «E' una lotta contro il tempo, la clessidra in piazza San Carlo ci segnala granello dopo granello il tempo che manca - dice Evelina Christillin. - Tutte le mattine alle 9 si riunisce la cabina di regia, di cui fanno parte, oltre a noi e al responsabile del progetto Andrea Conci, i tecnici dell'impresa Zoppoli Pulcher e i direttori dei lavori di Isola Architetti. E ogni giorno si controlla la situazione, per capire quale nuova vetrina arriva e se la climatizzazione è tale per cui si possono collocare i pezzi. Siamo tutti coinvolti: capita di fermarsi alla sera fino a tardi, ma lo facciamo con il sorriso sulle labbra». Tra i punti che stanno più a cuore al direttore c'è la comunicazione al pubblico, che non deve interferire con la scientificità, per lui al primo posto. Per questo si è limitata la spettacolarizzazione alle parti prive di reperti. Si manterrà l'installazione di Dante Ferretti che simula, tra i diversi piani, la risalita del fiume Nilo: ma saranno banditi gli effetti multimediali, che pure erano stati previsti un tempo. «Bisogna trovare l'equilibrio tra divulgazione e cultura alta: i due aspetti, come mi ha insegnato l'esperienza in un museo olandese, non devono essere in contraddizione. E' difficile rendere tutto leggibile per il pubblico, ma dobbiamo farlo noi addetti ai lavori e non delegare a chi le competenze non le ha». Anche per questo Greco ha modificato, d'accordo con Ferretti, l'impostazione dello Statuario: «Aggiungerò dei pannelli per invitare a riflettere in modo interlocutorio su che cosa sia l'arte, a partire proprio dal mondo egizio, in cui l'arte non esisteva: quella che noi consideriamo tale, per loro era vita quotidiana, difatti le opere non sono firmate». Tra le iniziative per diffondere la cultura egizia anche una serie di spettacoli del Teatro Stabile che si terranno tra giugno e luglio nel cortile, per la regia di Walter Malosti, abbinati a visite al museo: «Tra i primi titoli, "Antonio e Cleopatra" di Shakespeare e "Akénaton" con testo di Agatha Christie - aggiunge Christillin. - Ci tengo a segnalare anche l'attenta collaborazione della Rai, che sta facendo riprese e preparando trasmissioni in vista della riapertura: nei prossimi giorni arriverà per un sopralluogo Alberto Angela, che andrà in onda a maggio con una puntata di "Notte al museo" dedicata a noi».