UN LOCALE NOTTURNO NELLA CAPPELLA SOTTERRANEA DI SAN NICOLÒ DA TOLENTINO. OLTRE 8 MILA EURO DI SANZIONE AL TITOLARE NESSUNA agibilità, né licenza di pubblico spettacolo. E accanto al cibo e alle bevande in cattivo stato, anfore di terracotta e altri reperti archeologici. Per "La cripta", il locale di via Maqueda ricavato nella cappella sotterranea della chiesa di San Nicolò da Tolentino, sabato scorso è scattato il sequestro e l'immediata chiusura. Quando i vigili urbani si sono introdotti fra i 400 avventori del locale era in corso un concerto dei "Matrimia". Alla fine della serata, quando il pubblico è andato via, la municipale ha chiesto tutte le autorizzazioni ai gestori del locale. Così il titolare Alessandro Tripi, 40 anni, organizzatore di eventi, è stato multato con una sanzione di 8 mila e duecento euro. I vigili, infatti, in assenza della documentazione necessaria, hanno contestato numerose inadempienze: dallo sbigliettamento non regolare alle carenze igienico-sanitarie, dagli impianti fatiscenti alle bevande somministrate senza alcuna autorizzazione. E poi ancora la mancanza dell'agibilità dell'immobile e delle uscite di sicurezza. Nella cripta, trasformata in locale, continuavano a essere custoditi diversi reperti, fra cui cumuli di ossa umane, adesso segnalati alla Soprintendenza dei Beni culturali. Qua e là, sul pavimento delle varie stanze, c'erano trappole per topi. I vigili hanno trasmesso tutta la documentazione in Procura e continuano con gli accertamenti. «Le attività non autorizzate dice Vincenzo Messina, comandante della municipale danneggiano le imprese che operano nel rispetto delle regole. Gli interventi della polizia municipale, soprattutto quelli nei locali della movida, mirano anche a tutelare l'incolumità e la salute dei consumatori ». In particolare, i vigili, hanno contestato la mancanza delle regolari uscite di sicurezza. Trattandosi di una cripta, appunto, il locale è un sotterraneo raggiungibile soltanto da una stretta scalinata. La storia della "Cripta" comincia un anno fa quando un gruppo di giovani stringe un accordo con il parroco della chiesa di San Nicolò da Tolentino per recuperare quello spazio abbandonato da tempo e ridotto a una discarica abusiva. I ragazzi, tutti impegnati nel mondo dello spettacolo a vario titolo, ristrutturano lo spazio a proprie spese, ricavando anche i servizi igienici del tutto assenti. «L'unica motivazione dicono i ragazzi che hanno dato una mano per l'apertura del locale è stata quella di fare qualcosa di bello in questa città». Così a gennaio del 2014 partono le prime serate di teatro e musica. Ma ancora dal punto di vista amministrativo era tutto in via di definizione. Il "contributo libero", così lo chiamano i gestori, chiesto agli avventori, serviva in questa prima fase a recuperare le spese e a pagare le bollette. In futuro, però, a sentire alcuni collaboratori del titolare, c'era l'idea di «sostenere alcune attività sociali in collaborazione con la parrocchia». «Non c'era nulla quando siamo arrivati raccontano i ragazzi de "La cripta" abbiamo pulito e sistemato tutto e contavamo di metterci in regola fondando un'associazione nuova anche in accordo con la parrocchia. Tutto quello che abbiamo fatto ha avuto lo scopo di recuperare uno spazio abbandonato e di renderlo fruibile. In futuro anche con fini sociali». Intanto, però, "La cripta", ai controlli dei vigili non aveva le carte in regola. Così nei sotterranei della chiesa di San Nicolò da Tolentino, è calato di nuovo il sipario.