L'artista,fondatore dell'aeropittura, era molto legato al barese Franco Casavola, autore del manifesto su «La Musica futurista» Un «Caffè Depero». A Giovinazzo, a pochi chilometri da Bari. In un bar del centro della cittadina adriatica lo studioso di futurismo e di arte pubblicitaria Aguinaldo Perrone ha riconosciuto in un disegno di una caffetteria, erroneamente attribuito ad uno sconosciuto pittore degli anni venti, il tratto inconfondibile dell'artista trentino Fortunato Depero. «Alcuni anni fa racconta Aguinaldo Perrone entrando come cliente nel Gran Bar Pugliese, avevo notato che sulle bustine di zucchero era riprodotto un disegno di chiara marca futurista». La curiosità era rimasta sempre viva, ma non era stata accompagnata da nessuna ricerca specifica. «Nelle scorse settimane, sono tornato a Giovinazzo e ho chiesto informazioni sull'origine del disegno. E il titolare mi ha accennato ad una storia che viene da lontano». «Il logo del bar prosegue Perrone - ritrae un simpatico omino che saluta con un cenno del cappello. Il proprietario ne conserva gelosamente l'originale, esposto all'interno dei locali. Mi hanno riferito che era opera di tale Orazio Bellaio, un misterioso avventore della caffetteria che avrebbe firmato così, nel 1926, questo suo originale omaggio ad un luogo che aveva trovato particolarmente ameno». La passione per l'arte e la cartellonistica futurista di Perrone a sua volta illustratore noto come Aguin si è trasformata in passione da storico dell'arte. «Da artista e studioso di futurismo pubblicitario aggiunge - mi convinco che si tratta di un disegno originale di Fortunato Depero. Il tratto e l'oggetto parlano chiaro». C'è uno strano scarabocchio, forse un autografo, sotto la realizzazione artistica, ma per Perrone «prevalgono su qualsiasi altro elemento fuorviante come la presunta firma di tale Orazio Bellaio , i rimandi all'arte di Depero. Quel nome, scritto così in grande sotto il disegno assomiglia più ad un appunto vergato in fretta che una firma». Un'opera di Depero Un'opera di Depero Per attribuire il disegno al fondatore dell'aeropittura è stato necessario unire più elementi, scoprendo così un altro collegamento tra il disegno e la collaborazione pubblicitaria, suggellata dai più manifesti, dedicati da Depero al marchio italiano Campari: «Fondamentale puntualizza lo studioso barese, autore de «Il prodotto definitivamente superiore riflessioni sul cartellonismo» (edizioni secop) - è la conoscenza storica della vicenda professionale di Depero. Ci si riferisce all'anno 1926, che data il disegno in questione: testualmente «Giovinazzo 1926». E' un anno emblematico per l'artista trentino: espone alla Biennale di Venezia l'opera «Squisito al selz» dedicata al Commendator Campari e inizia la sua feconda produzione per la nota ditta di liquori». Dalla bottiglia che compare sulla destra dell'omino, infatti, sembra partire verso l'alto un getto di liquore, che travolge una C, assimilabile alla lettera utilizzata per altre illustrazioni della Campari. «Come non osservare poi, dal punto di vista stilistico-formale, che il disegno presenta in toto analizza ancora Perrone - il linguaggio di Fortunato Depero? L'utilizzo degli omini dalle forme dinamiche e dalle geometrie scomponibili è peculiare nei suoi disegni, come ad esempio quello per il «Citrus» o le sue celebri sculturemodelli per il teatro. Lo stesso stile emerge nello studio di volumi in movimento arricchiti dalla presenza di dettagli decorativi inequivocabili, come i decori a mezzo rombo presenti sulla gamba e ricorrenti in molti altri suoi disegni. Su tutti la «Ballerina per i balli plastici» del 1918». L'ultima prova dell'attribuzione a Depero è la firma: «Compare poco evidente, in basso accanto al piede d'appoggio. C'è la «F» puntata di Fortunato, che presenta il tratto e la grafia identici alla sua solita maniera», conclude l'esperto di futurismo. Come si spiega la presenza nel 1926 di Depero in Puglia? Si possono fare solo ipotesi, fondate sull'amicizia che lo legava a Franco Casavola, autore barese del manifesto La Musica futurista, primo della serie pubblicato su «Il Futurismo. Rivista sintetica illustrata», nonché «musicista di cultura conservatrice aperto alle più ampie suggestioni europee». Casavola ebbe una grande sintonia con Filippo Tommaso Marinetti. Le cronache riportano dell'evento promosso con FTM e il musicista di Modugno nel Teatro Piccinni, il 26 settembre 1922. Alla serata - organizzata dai membri dell'Associazione universitaria «G. De Palma», con i quali collaborava un altro ammiratore di Marinetti, il poeta armeno residente a Bari, Hrand Nazariantz - prese parte anche l'estroso poeta futurista napoletano Francesco Cangiullo. L'evento fu tumultuoso, tra fischi del pubblico e lancio di ortaggi sul palco (agli artisti gli spettatori «avevano regalato tutta una annata di produzione degli orti suburbani») e si concluse con un discorso sui poeti «passatisti» Dante, Petrarca e Carducci e la declamazione di un brano de L'alcova d'acciaio dell'artista nato ad Alessandria d'Egitto.
BARI-Depero, il disegno futurista ritrovato. La scoperta in un bar a Giovinazzo
A Giovinazzo, in Puglia, un bar del centro della città ha un disegno sulla bustina di zucchero che sembra essere un'opera di Fortunato Depero, fondatore dell'aeropittura. L'artista trentino è noto per la sua collaborazione con la ditta di liquori Campari e per la sua produzione di opere pubblicitarie. Un studioso di futurismo, Aguinaldo Perrone, ha riconosciuto il disegno come opera di Depero e ha scoperto che il bar ha un'originale del disegno. Il disegno presenta il tratto e lo stile di Depero e sembra essere stato creato nel 1926, l'anno in cui Depero espose alla Biennale di Venezia e iniziò la sua produzione per la Campari.
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