Appello del sindaco Muzzarelli contro il degrado dell'ex caserma Garibaldi di viale Martiri, struttura decadente a due passi dal parco della Rimembranza con i quattro "scheletri" dei chioschi. Muzzarelli ha spedito una lettera a Marco Sangiorgio, direttore generale della "Cdp Investimenti Sgr", la società d'investimenti costituita dalla potentissima Cassa Depositi e Prestiti di Roma che ha recentemente acquisito lo storico edificio dall'Agenzia del Demanio. Il sindaco nella lettera sollecita «Interventi urgenti per la messa in sicurezza dell'ex Caserma Garibaldi» e spiega che essa è «Posta in contiguità all'Abbazia di San Pietro, importante complesso monumentale, unico esemplare in Modena dell'architettura monastica del primo Rinascimento» e che eventuali crolli metterebbero in pericolo «La stessa stabilità dell'edificio e delle strutture storico-monumentali, in particolare il Corridoio del Silenzio e il chiostro rinascimentale». Un sindaco, dunque, che "attacca" lo Stato che da anni non fa pressoché nulla per evitare il degrado dell'ampio edificio una volta parte integrante del monastero benedettino di San Pietro e fino agli ultimi anni Novanta anche sede del Distretto militare modenese. Il primo cittadino ha inoltre illustrato ai proprietari i problemi che si riscontrano, già illustrati al Demanio anche dalla precedente amministrazione: «Gli interventi urgenti sull'edificio - scrive Muzzarelli - servono oltre che ai fini della tutela dell'incolumità pubblica, per quanto riguarda le porzioni occupate, il camminamento prospiciente il parco e quello sui lati sud ed est del complesso, anche per evitare infiltrazioni d'acqua provenienti dalla copertura che risulta considerevolmente danneggiata e che potrebbero provocare crolli e danni alle strutture monumentali». Per due volte negli ultimi anni la Gazzetta era entrata nella struttura abbandonata da anni, trovandovi di tutto: non solo posti letto per disperati, ma anche crolli, guano di piccione ovunque, buchi in numerosi punti del tetto. Un altro grave problema era, ed è, rappresentato da alcune decorazioni cinquecentesche appartenenti allo scultore Antonio Begarelli. Sono lì alla mercé di tutti. L'edificio di viale Martiri, appunto una ampia porzione dell'ex complesso abbaziale di San Pietro fondato nel 983, in epoca napoleonica divenne caserma e Scuola nazionale del Genio e dell'Artiglieria. Nel 1821 il duca Francesco IV Austria d'Este istituì in quei saloni l'Accademia nobile militare estense che nel 1824 venne insediata nell'ala del convento poi occupata dalla caserma Garibaldi. L'edificio è vincolato e nel corso degli ultimi anni, con fondi ministeriali, la Direzione la Soprintendenza ai beni architettonici sono intervenuti per cercare di tamponare pericolosi buchi comparsi sul tetto. Ma tutto è inutile, come più volte hanno anche sottolineato i benedettini che condividono un piccolo giardino con l'ex caserma, se non si mette mano in maniera complessiva a questa porzione importante di centro storico. La società attualmente proprietaria è stata istituita nel 2009 per iniziativa di Cassa depositi e prestiti Spa con l'Acri - Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa e Abi - Associazione Bancaria Italiana. Oggi il presidente della Fondazione, Andrea Landi, è anche rappresentante del collegio sindacale di Cdp: il sindaco potrebbe dunque fare "pressioni" sul professore di economia per risolvere il problema. La società Cdp gestisce anche l'ex caserma di S. Eufemia, vicino al Duomo, destinata a divenire sede di appartamenti di lusso.