«IL PROBLEMA per Edenlandia sono i volumi abusivi, i fabbricati illegittimi, la tutela del parco. Non ci mettiamo certo a sindacare la scelta delle giostre». Il soprintendente ai Beni Culturali, Giorgio Cozzolino, entra a gamba tesa nella querelle sullo stop ai lavori al parco giochi di Fuorigrotta, denunciata la settimana scorsa dalla società New Edenlandia. Il soprintendente chiarisce: «La proposta progettuale della New Edenlandia è stata acquisita solo ora e si presenta non aggiornata, sarà quindi esaminata solo alla luce delle necessarie integrazioni». Anche se in realtà il Comune al momento ha presentato alla soprintendenza solo una cil, una semplice comunicazione di inizio lavori ordinari (per pulire i viali e per interventi in edifici senza pendenze). La New Edenlandia si riserva di presentare in un secondo momento la dia (denuncia di inizio attività edilizia) per fontana, cinodromo e altre strutture con situazioni complesse. Una scelta, dicono i diretti interessati, «per velocizzare le procedure». Detto questo, Cozzolino però metteipuntinisulle"i"subito:«Attualmentel'areaèoggettodidue procedure amministrative non risolte: una procedura di condono edilizio, la cui mancanza di conclusione pregiudica la realizzazione delle opere necessarie per la riapertura, e una serie di sentenze di abbattimento di alcuni volumi abusivi presenti all'interno del parco ». La procedura di condono istruita dal Comune riguarda consistenti volumetrie edilizie abusive in parte eccedenti le quantità ammissibili distribuite in tutto il parco divertimenti. Solo per il ristorante si parla di 750 metri cubi. A questo si aggiunge la tutela del parco faunistico disegnato negli anni 40 dall'architetto Luigi Piccinato, e sotto tutela in seguito a un dossier redatto dalla Mostra d'Oltremare nel 2002. Insomma, conclude Cozzolino «l'attenzione della soprintendenza è alla tutela del parco divertimenti, piuttosto che sulla sostituzione delle singole giostre di natura temporanea». ( cristina zagaria)