Affreschi inaspettati, che dovevano decorare le pareti di un antico convento, ma anche un altare risalente al Settecento e raffinatissime tessiture di mattoni che compongono le volte. Sono i tesori venuti alla luce all'interno del complesso dei Salesiani, chiuso dal 2009. Ad aprire le porte della struttura, che ospitava prima del terremoto un cinema e una scuola, sono le Soprintendenze per i beni architettonici paesaggistici e per i beni storico-artistici, che vogliono mostrare anche un altro gioiello poco conosciuto della città: «La Silvestrella», un'abitazione privata di inizio Novecento che durante i lavori di ristrutturazione ha restituito moltissimi decori di notevole pregio. Un'operazione possibile grazie all'utilizzo dei dissuasori sismici: il primo caso del genere in Italia in un edificio vincolato. Prosegue dunque l'itinerario cittadino, alla scoperta delle strutture e dei segreti svelati dai lavori e dai crolli, tra i cantieri di restauro, i rinvenimenti inaspettati e le memorie ritrovate. «A questa città si chiedono oggi molte cose. Sicurezza, innanzitutto. Ma anche innovazione per dare risposte alla vita e alle esigenze contemporanee. E capacità di guardare avanti. Ma cadere nelle facili contrapposizioni sarebbe improprio e controproducente», ha commentato la soprintendente ai beni architettonici Alessandra Vittorini. «Per garantire la sicurezza non è obbligatorio allentare la tutela. Le metodologie del restauro non escludono le soluzioni innovative. Le tecniche sperimentali non devono soppiantare o escludere le consolidate tecniche tradizionali del "buon costruire". Che sono, a volte, quelle che hanno consentito agli edifici storici di reggere il sisma meglio dell'edilizia recente, che ha pagato un così caro prezzo in termini di vite umane». SALESIANI. La struttura è stata gravemente danneggiata dal terremoto e in parte è crollata. «I lavori ci hanno permesso di scoprire la maestria con cui era stato realizzato il complesso», spiega l'architetto Gianfranco D'Alò della Soprintendenza ai beni architettonici. «È incredibile la bellezza della tessitura di mattoni che compone le volte che hanno già assorbito senza danni non solo le sollecitazioni provocate dal sisma del 2009 ma anche tutte quelle precedenti che hanno martoriato il nostro territorio». Un attento lavoro sulle coperture ha anche permesso di salvare tutte le capriate originali. «Per fare in modo che tornassero le verifiche di calcolo strutturale e sismico», continua D'Alò, «a esse sono state affiancate nuove capriate che, per forma e dimensioni, si rifanno alle antiche». Di particolare bellezza sono anche gli affreschi rinvenuti sulle pareti e sconosciuti prima dei lavori. «Particolarmente entusiasmanti sono state le scoperte all'interno del complesso dei Salesiani che ingloba una parte residuale, ma di straordinario interesse storico-artistico, dell'antico convento di Santa Lucia», spiega la Soprintendente ai beni artistici Lucia Arbace. «Sulle pareti dell'antico coro delle monache sono emersi diversi pezzi di affreschi, riconducibili sia alla prima fase dell'insediamento claustrale, autorizzato nel 1350 dal vescovo dell'Aquila Paolo da Bazzano, sia agli anni, tra il 1505 e il 1543, in cui qui visse la Beata Cristina da Lucoli morta in odore di santità». Nello stesso complesso, sotto a un affresco di crocifissione che era già noto prima del terremoto, sono venute fuori parti di un altro affresco che doveva essere stato coperto probabilmente in epoca settecentesca per realizzare quello attualmente visibile. «Alcuni strati più antichi sono sottoposti alla Crocifissione, vicina ai modi di Pompeo Cesura, realizzata probabilmente da un abile allievo del maestro nel periodo in cui nel monastero risiedette un'altra agostiniana, la venerabile Diodata Francesca di Barete, riformatrice del convento napoletano di Santa Maria Maddalena per volere del Papa Pio V», continua Arbace. «Naturalmente questa pittura murale, che risale agli straordinari anni in cui Margherita d'Austria era governatrice dell'Aquila, va salvaguardata e non può essere messa a rischio per recuperare la stesura sottostante, con ogni probabilità molto lacunosa perché a suo tempo spicconata per consentire l'adesione del nuovo intonachino». SILVESTRELLA. La villa dal gusto eclettico risalente ai primi anni del Novecento e posizionata esattamente di fronte al complesso dei Salesiani, rappresenta il primo caso in Italia di inserimento di isolatori sismici in un edificio vincolato. L'edificio è uno dei rari esempi di architettura eclettica, fantastica, grottesca, giunta senza manomissioni. «L'inserimento del sistema di isolatori sismici ha consentito il pieno recupero e restauro del pregevolissimo manufatto sovrastante», spiega D'Alò. «Sono stati recuperati tutti i pavimenti originari (anche quelli in seminato), gli infissi, le decorazioni sia pittoriche che plastiche non solo delle pareti e delle volte ma anche di tutte le altre parti della costruzione (tessitura muraria, sporti di gronda, sottogronda, elementi lapidei, persino canali di gronda e discendenti) e sono state persino rimesse in luce decorazioni, dallo spiccato carattere decorativo (art déco, liberty, stile floreale) ormai rese illeggibili dal degrado e dal danno sismico che a esso si era aggiunto». Moltissimi i decori parietali recuperati, sia all'interno che all'esterno della Silvestrella, che col tempo avevano perso i colori e in alcuni casi erano diventati difficilmente leggibili. «Fortunati sono i proprietari della deliziosa struttura, un'architettura fiabesca frutto delle esperienze eclettiche d'inizio Novecento», ha commentato Arbace.