Il dato allarmante riguarda gli stranieri: 28 in dodici mesi. Le cause? Scarsa promozione e musei visitabili a singhiozzo SULMONA. Quasi 3.500 turisti in meno. Calano del 4,2 le presenze in città, secondo i dati forniti dall'Uufficio statistica turistica della Regione. Se nel 2012 gli arrivi erano stati 22mila e 679, l'anno successivo sono scesi a 19mila e 246. Stessa cosa per le presenze, scesa da 63mila 607 a 52mila e 177. Non sono ancora disponibili i dati del 2014, in fase di conteggio dal momento che il sistema telematico viene gestito in collaborazione con i singoli alberghi. Il dato più allarmante è rappresentato dalla disaffezione dei turisti stranieri, che nel 2013 ha toccato il 28,1. Sembrano lontani, quindi, i periodi del tutto esaurito, grazie soprattutto ai tedeschi, agli inglesi, agli americani e ai canadesi, innamorati delle bellezze della città, dell'aria pura e della calma dell'intero comprensorio. Agosto resta il mese preferito per le visite, con più di 8mila presenze, nonostante il calo del 6,5 rispetto all'anno prima, seguito da giugno con una media di 6mila. Dati allarmanti, dunque, che necessiterebbero di politiche ad hoc per far entrare Sulmona almeno fra le mete turistiche di nicchia, visto che i numeri di quelle più blasonate e delle grandi città d'arte sono chiaramente irraggiungibili. Non vanno in questa direzione, però, la maggioranza delle chiese visitabili a singhiozzo, i due musei su sei in totale chiusi, lo chalet di Sant'Onofrio sbarrato da quattro anni, l'abbazia celestiniana aperta solo di mattina e su richiesta in altri orari e nel fine settimana. Non decolla la promozione turistica di Sulmona città d'arte e di cultura, come recitano i cartelli stradali, dove il "turista fai da te" si trova spesso portoni o cancelli serrati sul suo itinerario. Anche gli uffici turistici cittadini, sia quello dell'Annunziata che fa capo al Comune, che lo Iat che dipende dalla Regione, confermano un certo stallo sulle attrattive. Dei sei musei cittadini, infatti, due sono chiusi: quello di storia naturale a Palazzo Sardi, non visitabile da più di un anno, e la sezione archeologica di quello civico dell'Annunziata, dove per lavori in corso sulla struttura non sono fruibili le parti medievale e italica. Anche se la prima sezione per mancanza di riscaldamento già da anni veniva aperta solo in estate. A ciò si aggiunga che visitare le tante chiese cittadine è piuttosto complicato, non essendoci orari stabiliti, che sono previsti solo per la cattedrale di San Panfilo e la chiesa dell'Annunziata, affidata a titolo di volontariato ai proprietari del negozio di confetti vicino. Federica Pantano