Il sindaco attacca le giunte di sinistra: Lagocastello è responsabilità loro. E annuncia: non mi ricandido per rispetto di quelli che dovrei rappresentare MANTOVA. «Sto ritrovando un po' di serenità». Nicola Sodano ha trascorso il weekend in famiglia dopo la bufera che l'ha investito nell'ambito dell'inchiesta sulle infiltrazioni dell'ndrangheta in Lombardia. Oggi sarà di nuovo in ufficio, in Comune, ma prima annuncia che non si ricandiderà, «a meno di un miracolo», alle elezioni di maggio per il bis da sindaco. Ieri al telefono è apparso battagliero dopo le lacrime di venerdì scorso davanti ai giornalisti, pronto a tutto pur di far emergere la propria innocenza. Chiede anche che i magistrati e i carabinieri indaghino sulla lottizzazione Lagocastello che l'ha fatto finire nei guai, «partendo dall'inizio, e cioè dalla giunta Burchiellaro che l'ha voluta e da quella Brioni che prima ha fatto partire i lavori e poi li ha bloccati». Allora, non si ricandida? «La decisione definitiva è subordinata a ciò che scaturirà dalla riunione di maggioranza che si terrà domani (oggi, ndr.). Io stavo lavorando a una o più liste civiche e in quella in cui ero responsabile diretto non avrei mai permesso di avere candidati con delle cose da chiarire con la magistratura. E questo pur condividendo la scuola di pensiero secondo cui uno è innocente fino a che non c'è una sentenza definitiva. Di conseguenza, o vengo scagionato nel giro di 7-10 giorni, ma i miei avvocati mi dicono sia impossibile, oppure starò fermo anch'io. Vorrà dire che se ne vengo fuori mi candiderò sindaco nel 2020. A consiglieri e assessori spiegherò questo e chiederò che rispettino l'indicazione. So che si stanno muovendo perché mi candidi, ma chiederò loro di cambiare idea». Si dimetterà da sindaco? «Sto riflettendo, ma ho la coscienza a posto. Ho grande rispetto per i magistrati e i carabinieri e faccio il tifo per loro che vogliono porre fine alla mafia a Mantova e per questo vanno aiutati. Avrò modo di chiarire tutto e dedicherò tutte le mie energie per dimostrare che con mafia e 'ndrangheta non c'entro e mai le ho fiancheggiate». Dove si trova ora? «Sono a casa, con la mia famiglia, non sono andato via da Mantova». Si è preso qualche giorno di vacanza dal Comune? «Solo il sabato e la domenica. Oggi sarò al mio posto, nel mio ufficio in via Roma. Anzi, ne approfitto per chiedere scusa per le lacrime di venerdì scorso durante la conferenza stampa, sto ritrovando la serenità perché gli ultimi giorni sono stati duri, come è stata dura vedere mio figlio che da mercoledì scorso non va più a scuola. Noi non siamo abituati a queste cose». Che idea si è fatto di tutto quello che le sta accadendo? «Non posso dire nulla sull'inchiesta, perché gli avvocati me l'hanno vietato, ma avrei molta voglia di parlare». Che rapporti ha con Muto? «Io Muto me lo sono trovato in Comune per i pasticci della sinistra e spero sia una persona pulita. Lo vedevo per motivi istituzionali due volte all'anno, quando la Provincia convocava il comitato di vigilanza su piazzale Mondadori. E il presidente Pastacci, che è il garante, aveva già convocato per giovedì prossimo un'altra riunione del comitato con Muto: io non ci andrò e delegherò il vice sindaco Rose. Non posso parlare della vicenda giudiziaria, ma di quella politica sì». Parliamone... «Sono i comunisti e derivati che, nel 2005 a fine mandato, hanno approvato la lottizzazione del c...o, la Lagocastello, sotto le ciminiere del polo industriale, in un posto pieno di veleni e di fronte al Ducale. E non sapevo che Mattia Palazzi, candidato sindaco, è uno dei consiglieri comunali che, assieme ad altri come Buvoli e Piva, ha approvato la Lagocastello. Voglio far chiarezza su tutta questa partita. Domani (oggi, ndr.) convocherò i dirigenti per sapere i nomi di assessori e consiglieri della giunta Burchiellaro che hanno ideato questa c.....a enorme, eventualmente per discuterne in consiglio comunale. E ho tante domande da porre». Le faccia... «Perché la giunta Brioni ha fatto partire i lavori e poi li ha bloccati? E perché la giunta Burchiellaro l'ha voluta? Su questo si dovrebbe indagare». Lei che risposte darebbe? «Per l'approvazione della lottizzazione i casi sono due: o tutti ignoravano che cosa stavano facendo, non si intendevano di urbanistica e di tutela ambientale oppure hanno avuto pressioni da qualcuno. Io insisto: Muto me lo sono ritrovato in Comune, come i 23 milioni di debito della Valdaro spa, Valdaro 3 con gli scavi abusivi, il pasticcio palasport-Esselunga. Se Muto è un mafioso, era mafiosa anche quell'epoca. Quanto alla giunta Brioni, ha fatto spendere a Muto 8 milioni di euro per lavori partiti e poi bloccati. Perché? Anche loro non sapevano, erano distratti oppure avevano ricevuto pressioni per farlo partire? E la sovrintendenza? Era distratta anche lei o ha avuto pressioni quando prima ha autorizzato la lottizzazione e poi ha detto no? E perché la giunta Brioni, con assessore Palazzi, che aveva cinque anni di tempo, non ha approvato un Pgt che dichiarasse inedificabile l'area di Lagocastello come ha fatto la giunta Sodano? Non ci sono riusciti perché non sono stati capaci o perché qualcuno ha messo in moto operazioni finalizzate a non approvare il Pgt? Io sono il sindaco che ha approvato il Pgt che ha sancito l'inedificabilità assoluta di quell'area». Però, lei votò contro l'emendamento del Pd che proponeva la cancellazione del piano di lottizzazione dal Pgt... «E non solo io. Era un emendamento riferito ad un pezzo di terreno dell'immobiliare Conti, pari al 5 del totale. Era ininfluente: quello che conta è che ho votato a favore del Pgt. Ecco perché chiederò ai miei amici di candidare gente che non abbia dei punti di domanda, mentre invece dall'altra parte si candida a sindaco un consigliere, Palazzi, che approvò Lagocastello da cui è partita tutta la m...a che ora si abbatte su di me. Voglio che la magistratura indaghi su queste cose. Lagocastello e piazzale Mondadori sono due p......e dei comunisti di Mantova . E il caso vuole che anche su Mondadori agli atti vi sia la mia contrarietà di quando ero consigliere provinciale». Piazzale Mondadori. La sua giunta ha fatto uno sconto sulla Cosap che Muto doveva al Comune... «Gliela avevamo ridotta del 70 su suggerimento del nostro segretario generale, decisione assunta poi all'unanimità dalla giunta. Però, proprio qualche giorno prima che scoppiasse la mia vicenda, io, e senza sentire la giunta, avevo detto che non si sarebbe più fatto nulla. Spiego. La nostra disponibilità allo sconto era scaduta perché la ristrutturazione del debito della Forum Mondadori non era stata fatta nei termini; il segretario mi ha detto che serviva una proroga di 30 giorni, al che, per e-mail, gli ho risposto no. C'erano già state troppo polemiche e, quindi, era lo stesso se il Comune perdeva l'intera somma di cui era creditore. Vorrei anche approfittare per parlare delle mie origini crotonesi». Ne approfitti... «Mi padre era di Bari e faceva il ferroviere. In Calabria, dove sono nato, conobbe mia madre. Qui a due miei zii l'ndrangheta aveva bruciato il negozio e boicottato il lavoro in un'officina meccanica, Mio padre, della Calabria, amava solo mia madre. E fece di tutto per portarci via; e mia madre solo dopo 20 anni l'ha perdonato. Per questo le accuse di 'ndrangheta mi pesano troppo».
Gazzetta di Mantova
2 Febbraio 2015
MANTOVA - Sodano: ora si indaghi su Burchiellaro e Brioni
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