Quella lottizzazione mai partita in riva al lago Inferiore rischia di costar caro al sindaco Sodano. Lui l'ha ereditata dai suoi due predecessori, entrambi alla guida di giunte di centrosinistra, che sulla partita avevano avuto atteggiamenti contrapposti. Adesso, dopo dieci anni, è lui che si vede presentare il conto. Il piano di lottizzazione in strada Cipata, presentato dalla immobiliare Lagocastello di Antonio Muto di Buscoldo e dalla Immobiliare Conti di Giuseppina Conti di Sustinente, viene approvato dal consiglio comunale nel febbraio 2005, con la giunta Burchiellaro in scadenza. Via via arrivano tutte le autorizzazioni, compresa quella paesaggistica e il permesso di costruire del Comune. Dopo pochi mesi però in via Roma si insedia la giunta di Fiorenza Brioni e il vento cambia. In città nascono i comitati civici di protesta e il Comune si allinea. La svolta arriva con la Regione che con un decreto impone la valutazione di impatto ambientale. E nella primavera 2006 il Comune blocca i lavori delle opere di urbanizzazione. L'immobiliare Lagocatello non ci sta e ricorre al Tar che in maggio annulla il decreto del Pirellone, ma ribadisce la necessità della valutazione di impatto ambientale. Si va al Consiglio di Stato che conferma: serve la Via. Nel frattempo si è aperto un altro fronte. Nel 2007 la sovrintendenza di Brescia stabilisce il vincolo paesaggistico e indiretto sulle sponde dei laghi. In sostanza, poichè il panorama su Mantova e il castello che si gode dell'altra sponda del lago è un bene della collettività, nessuno può costruire. La Lagocastello fa ricorso e il Tar le dà ragione annullando in parte il vincolo paesaggistico. Nel 2008, però, arriva un nuovo vincolo della sovrintendenza, stavolta diretto perché protegge i laghi in quanto opere dell'ingegno dell'uomo e, quindi, monumento. Alla giunta Brioni, nell'aprile 2010, subentra quella di centrodestra guidata da Nicola Sodano. Le due imprese ricorrono di nuovo al Tar che nel 2011 dà ragione al Comune confermando i vincoli e respingendo una richiesta di risarcimento danni milionaria. La partita si sposta di nuovo al Consiglio di Stato che si esprime definitivamente nel luglio 2012: conferma la sentenza del Tar e sancisce «l'inedificabilità assoluta» dell'area. Visto, però, che nella sentenza si lasciava comunque la possibilità di costruire su una piccolissima porzione di terreno, il gruppo del Pd, in fase di approvazione del Pgt, nel novembre 2012, propone un emendamento per annullare definitivamente dallo strumento urbanistico quella lottizzazione. L'emendamento passa, ma contro votano sia il sindaco che altri sei consiglieri di Forza Italia. Il sipario cala definitivamente su Lagocastello; lungo strada Cipata restano le sterpaglie a ricoprire quel po' di opere di urbanizzazione realizzate durante l'amministrazione Brioni, monumento ad una battaglia politica e amministrativa che ora le indagini della Dda riaprono. (Sa.Mor.)
MANTOVA - La lottizzazione dei veleni in riva al lago
Il sindaco Sodano si trova a dover affrontare le conseguenze di una lottizzazione in strada Cipata, presentata da due imprese immobiliari, che risale al 2005. La giunta Burchiellaro aveva approvato il piano di lottizzazione, ma la giunta Brioni, che aveva preso il potere nel 2006, bloccò i lavori. La Regione impose una valutazione di impatto ambientale, che il Comune bloccò, e il Tar annullò il decreto. Tuttavia, la sovrintendenza di Brescia stabilì un vincolo paesaggistico, che il Tar annullò, ma la sovrintendenza di Mantova stabilì un vincolo diretto, che confermò il Comune.
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