CEPAGATTI C'è l'ok della soprintendenza ai Beni archeologici d'Abruzzo alla cessione ai privati della millenaria strada delle pecore, l'antico tratturo regio L'Aquila-Foggia, il più lungo d'Italia, che attraversa Villareia di Cepagatti, sentiero erboso per secoli percorso dai pastori con le greggi durante la transumanza, per spostare il bestiame in inverno dai pascoli montani ai prati pianeggianti a valle. La novità della vendita della via tratturale è arrivata in municipio nei giorni scorsi, proprio quando a Villareia si sono viste greggi di pecorelle, al pascolo nei verdi prati lungo la strada della Bonifica per Alanno, a brucare l'erba anche nel terreno che il Comune ha destinato alla realizzazione di un parco. Si tratta del sito che più di dieci anni fa era stato opzionato dalla multinazionale austriaca Pago per l'insediamento di una fabbrica di succhi di frutta, progetto che apparve come un miraggio a Cepagatti per l'importante ricaduta occupazione che prometteva, poi svanito nel nulla perché il piano d'investimento fu revocato dall'azienda. E così, tramontata la speranza dello stabilimento di bevande alla frutta, in attesa del parco per bambini, i pastori utilizzano il terreno per far mangiare gli ovini durante l'inverno. Il parco sull'area ex Pago sarà realizzato dal Comune proprio con i fondi che l'ente incasserà dalla vendita dell'ex tratturo magno. Il parere favorevole della soprintendenza consente l'assegnazione dei sentieri tratturali ai cittadini che li hanno in concessione temporanea da anni. La richiesta di alienare la via delle greggi era stata inoltrata dall'amministrazione del sindaco Sirena Rapattoni sulla base di quanto previsto dal codice dei beni culturali e del paesaggio e dalla legge regionale sulla tutela e l'utilizzo dei beni del demanio armentizio. «Il tratto di suoli tratturali che verrà assegnato in via definitiva ai concessionari» spiega l'assessore al Bilancio, Camillo Sborgia, «è fortemente antropizzato e urbanizzato, ha quindi perso tutte le caratteristiche delle antiche vie erbose della transumanza. La procedura è stata concordata con la soprintendenza che ci ha dato il nulla osta. Faremo un avviso pubblico, mantenendo chiaramente il vincolo della inedificabilità. Non appena verrà approvato il bilancio, daremo avvio all'iter perché l'operazione rientra nel piano delle alienazioni». Una volta entrati in possesso dei siti dell'ex tratturo, i proprietari avranno comunque obblighi ben precisi: richiedere l'autorizzazione preventiva al ministero per i Beni culturali per opere e lavori di qualunque genere; procedere all'immediata denuncia di rinvenimento alla soprintendenza in caso di ritrovamento fortuito di cose mobili o immobili di interesse archeologico; non mutare la destinazione del suolo concesso; non scavare per più di mezzo metro.