A passeggio tra le mura romane Alla luce le fondazioni di una torre d'avvistamento MESSINA - Un centro culturale complesso, composto da saperi differenti, ma assolutamente armonizzati tra loro. Grazie ai suoi nuovi allestimenti permanenti, che saranno inaugurati tra qualche settimana, il Parco Horcynus Orca diverrà unico nel suo genere. «Un centro completo - spiega il presidente della Fondazione Horcynus Orca, Gaetano Giunta - e uno spazio complesso tra i più interessanti d'Italia». Il parco, che prende il nome dall'omonimo romanzo di Stefano D'Arrigo, sarà arricchito con «Gli alfabeti del duemari», un percorso naturalistico al confine tra l'arte contemporanea e la divulgazione scientifica, e con un percorso archeologico e un «antiquarium», ossia un piccolo museo che ospiterà i reperti più significativi rinvenuti nel corso degli scavi avviati dalla Soprintendenza ai beni culturali nel 2001 e ancora in corso. Le ricerche a Capo Peloro, come spiegato dalla dott. Gabriella Tigano della Soprintendenza, hanno interessato l'area del «Fortino degli inglesi» e hanno preso il via circa quattro anni fa, quando iniziarono i lavori di restauro del complesso monumentale appartenuto per decenni al demanio militare e oggi sede del parco letterario. Inizialmente, gli scavi hanno interessato gli ambienti sul lato est del Fortino borbonico e, più recentemente, gli spazi interni ed esterni sul lato ovest del complesso monumentale. Sono stati riportati alla luce ampi tratti di un cospicuo monumento di epoca romana, da interpretarsi, con ogni probabilità, come i resti della torre o del faro costruito per il controllo dell'estremità del Capo e dell'accesso allo Stretto dal mar Tirreno. Si tratta di un poderoso basamento a pianta quadrata, con il lato di circa 25 metri, che poggia su un'ampia e consistente platea di fondazione, realizzata in calcestruzzo. E la datazione dovrebbe essere quella della prima età imperiale, rendendo alquanto suggestiva l'ipotesi che proprio questa potrebbe essere la torre ricordata da Strabone alla fine del I secolo avanti Cristo. «L'intervento in corso prevede la totale valorizzazione e fruizione dei settori di scavo - precisa la dott. Tigano -con la creazione di tutte le infrastnitture necessarie». Ma già sin d'ora, all'interno del Parco, è possibile «sbirciare» le meraviglie riportate alla luce, che rievocano il passato glorioso della città dello Stretto. Un passato che, quasi sempre, giace nascosto, in silenzio, aspettando di essere «rispolverato» anche e soprattutto nella mente dei suoi a-bitanti. «E con l'ultimazione degli scavi e la realizzazione dell'antiquarium - puntualizza Giunta - sarà possibile ammirare il percorso archeologico nella sua interezza». Ma non finisce qui. Il Parco Horcynus Orca diverrà anche la prima stazione sperimentale al mondo per la produzione di energia dalle correnti marine. Un progetto patrocinato dall'Unido. «Si sperimenterà il sistema Ener-mar - chiarisce il presidente della Fondazione Horcynus Orca - finalizzato allo sfruttamento dell'energia contenuta nelle correnti marine, attraverso l'utilizzo della turbina kobold, brevettata dalla società Ponte di Archime-de, che sarà messa in mare tra meno di un mese. E, attorno a questa sperimentazione, il Parco ha organizzato un centro di educazione ambientale, in collaborazione con l'Istituto talassografico e l'Istituto Itae del Cnr, che opera nella piattaforma marina e nelle sale del complesso monumentale di Capo Peloro e nel castello di Scilla». Prosegue, intanto, la mostra «Sud-Est incontri mediterranei», curata da Martina Corgnati, che sarà possibile visitare fino al prossimo 15 novembre.
Messina. II Parco Orcynus Orca si prepara a presentare gli scavi della Sovrintendenza
Il Parco Horcynus Orca a Messina sarà arricchito con nuovi allestimenti permanenti, tra cui un percorso naturalistico e un antiquarium. Gli scavi avviati dalla Soprintendenza ai beni culturali nel 2001 hanno interessato l'area del Fortino degli inglesi e hanno riportato alla luce un cospicuo monumento di epoca romana, da interpretarsi come la torre o il faro costruito per il controllo dell'estremità del Capo e dell'accesso allo Stretto. Il progetto prevede la valorizzazione e fruizione dei settori di scavo con la creazione di infrastnitture necessarie.
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