Paola Pelagatti, che succedette al grande archeologo alla guida della Sovrintendenza di Siracusa, ha inaugurato con una lectio magistralis il corso di archeologia preistorica «Il professore»: così viene ancora chiamato dai suoi colleghi Luigi Bernabò Brea, l'archeologo a cui è stata dedicata la prima lezione del corso sulla preistoria in Sicilia -organizzato dal Museo di Camarina, dall'Archeoclub e dal Centro servizi culturali di Ragusa - che ha visto un'ospite d'eccezione, Paola Pelagatti, Accademica dei Lincei, archeologa di fama mondiale e stretta collaboratrice del grande studioso genovese venuto a mancare nel 1999. Il ritratto che la professoressa e l'archeologo Giovanni Distefano hanno dipinto davanti a una sala gremita di colleghi, funzionari delle sovrintendenze di Ragusa e Siracusa nonché del Museo Paolo Orsi, ma anche di studiosi e semplici appassionati, ha preso forma sulla figura professionale ma non meno su quella umana, elencando le importanti intuizioni e iniziative avute dal padre degli studi archeologicI nelle Eolie e tratteggiandone il forte carisma e le straordinarie capacità comunicative. La novità e la potenza del suo "La Sicilia prima dei Greci", pietra miliare per la ricerca preistorica, fu subito colta, tant'è che dopo la prima pubblicazione in Inghilterra nel 1957, in pochi anni altri tre Paesi (Italia e Germania nel 1958, Spagna nel 1962) fecero altrettanto. La novità era dovuta non solo alla fondamentale operazione di riordino degli studi precedenti ma soprattutto alla "sintesi e alla chiarezza, perseguite dando alle varie facies definizioni di facile utilizzo e messaggio", ha spiegato Paola Pelagatti. Proprio questo metodo, partire dagli studi preesistenti per poi svilupparne di propri, è stato confermato anche visivamente: foglietti inediti su cui lo studioso appuntava minuziosamente la bibliografia relativa a un luogo (e tra questi naturalmente figura anche Camarina) ma anche le sue riflessioni, i suoi appunti e le sue idee, sempre in profondo dialogo e confronto con chi lo aveva preceduto, come ad esempio Paolo Orsi. Lo stesso atteggiamento aveva d'altronde dimostrato di avere a Paliochni, nell'isola di Lemnos, per decifrare, recuperare, approfondire e quindi pubblicare le ricerche intraprese da altri archeologi negli anni Trenta. Tuttavia Luigi Bernabò Brea, sovrintendente di Siracusa dal 1941 al 1973 (anno in cui si ritirò a Lipari, e in cui venne sostituito da Paola Pelagatti), "rimase sempre fedele e legato alla Sicilia". Sue furono alcune delle intuizioni fondamentali a Morgantina o Akrai, suo l'impegno e la determinazione nella riorganizzazione del Museo archeologico di Siracusa (dove va però ricordato anche Giuseppe Voza), suo il metodo dell'elenco dei siti divisi per province, con note scritte in prima persona, come per il primo punto di quella iblea: "Riparo paleolitico nel giardino della Fontana Nuova: accompagnato dal professor Biagio Pace e dal collega Dott. Grifo, visitai la grotta il 9 febbraio 1945 e vi feci anche un breve saggio". Scienziato ma anche grande comunicatore, un "carismatico trascinatore" come lo ricordò Paul Morel, "capace di adattarsi a tutti, perfino allo studente più sprovveduto", aggiunge la stessa Pelagatti. Tantissimi erano i suoi campi d'interesse, dalla numismatica al teatro classico, alla pittura giapponese ma i suoi collaboratori preferiscono ricordarlo con la sua solita esortazione: "Avanti, avanti". 29012015