L'ex city manager e attuale direttore generale del Padiglione Italia dell'Expo: "Dormire sotto la Mole e fare il pendolare sarà un vantaggio che non ha prezzo" "DA TORINO alla stazione Rho Fiera ci vuole mezz'ora con il treno ad alta velocità, mentre da Milano con il metrò serve più tempo. Milano ha 70 mila posti letto e il 25 per cento è già prenotato: un turista intelligente capisce benissimo che dormire sotto la Mole e poi fare il pendolare garantisce un vantaggio rilevante. Quindi se dovessi fare una scommessa, direi che i 15 mila posti letto di Torino saranno esauriti per tutto il corso di Expo". La profezia è di Cesare Vaciago, l'ex city manager e attuale direttore generale del Padiglione Italia dell'Expo. Su cosa deve puntare questa regione per attrarre i visitatori dell'evento milanese? "I suoi beni culturali, la gastronomia, i panorama dell'intera ragione hanno una grande occasione di valorizzazione. Il turista dell'Expo non è quello di massa, bensì è sofisticato e probabilmente apprezza un itinerario differente rispetto al classico triangolo Roma-Firenze-Venezia, soprattutto se proviene dall'Europa". Il Piemonte ha fatto abbastanza per essere protagonista all'Expo? "La Regione ha stabilito con Padiglione Italia un accordo ampio, quindi sarà rappresentata in modo articolato. In più, il "cluster" internazionale del cioccolato sarà dominato dalla presenza di Ferrero e lo stesso avverrà con il riso e le aziende piemontesi del settore. Explora, la società turistica dell'Expo, ha siglato un accordo con Unioncamere Piemonte che consentirà agli operatori presenti in regione di presentare le proprie offerte a una platea internazionale. Insomma, c'è già stato un certo attivismo da parte sia della Regione che del Comune per attrarre questi flussi". L'esperienza olimpica sarà d'aiuto? "Certamente. Anzi, Torino ha un know how da vendere anche sul post-olimpico, per come ha gestito le sue strutture. Credo che Milano stia riflettendo in un modo forse non identico, ma comunque molto simile. Per esempio, dopo l'Expo vogliamo far diventare il Padiglione Italia un generatore di Start up industriali. Se la Silicon Valley è la capitale dell'informatica mondiale, questo luogo può diventare l'equivalente dell'industria agroalimentare".