È bellissima, la Galleria Estense di Modena, ed è entrata tra i 20 «supermusei» del ministro Franceschini. La nostra pinacoteca, viceversa, non ce l'ha fatta. Un derby perduto senza che siano chiarissime le vere ragioni. È bellissima. Ma non solo. La Galleria Estense di Modena sta alla Pinacoteca di Bologna come il Carpi sta al Bologna Calcio. Noi secondi entusiasti, loro primi. Nove punti di differenza. In serie B. Non parliamo poi del Sassuolo in città c'è pure un'altra Galleria Estense che sta bellamente in A con i quattrini del patron Squinzi. Storia, probabilmente peso politico ed economico spiegano perché l'Estense di Modena sia stata messa nella riforma del ministro Franceschini fra i 20 supermusei italiani. La Pinacoteca di Bologna no. Come tutte le altre gallerie statali della regione. In una classifica volgare, il capoluogo se gli va bene è al 21 posto nelle indicazioni artistiche romane che si riverberano sull'immaginario collettivo: niente direttore autonomo scelto con bando internazionale pure sull'Economist , sarà in un polo regionale, richiamo turistico in alcuni ambienti, i più attenti condizionato dalla classifica. Nei palazzi della politica, della cultura, nei salotti del presenzialismo e del denaro ci si è fermati a uno stupito brontolio sotterraneo. Senza capacità o volontà di spiegare alla gente normale che in ogni caso Bologna ci rimette, sotto ogni punto di vista. Nessuno ha accennato a chiedere lumi al ministro, qui spesso presente, sempre onorato. Ferrarese, quindi buon conoscitore. Tutti son d'accordo nel mettere in luce la scarsissima capacità di lobbing nazionale ereditata da molti anni e molte amministrazioni. Di conoscere, pesare, sapersi muovere. L'assessore Ronchi, da tempo parla di museo diffuso, di città d'arte complessiva; il progetto può risentire del fatto che la Pinacoteca, uno dei fulcri, sia in un polo regionale, da vedere quanto sarà per Bologna un arricchimento e non una dispersione. Può essere una visione provinciale, ma finora le filiere regionali della cultura non hanno funzionato. La Pinacoteca è tenuta lontana dall'alta classifica proprio mentre da lei arrivano alcune delle opere-chiave per la mostra che Vittorio Sgarbi sta per far partire a Palazzo Fava su «Felsina pittrice», da Cimabue a Morandi. Esposizione che aspetta gran successo. Lo stesso Sgarbi però racconta che la differenza fra Modena e Bologna è che una è una galleria signorile, è la collezione dei duca d'Este, l'altra invece è un museo creato con opere nate e vissute in chiese e palazzi, prelevate dalle destinazioni originali fin dai tempi del primo nucleo, nel tardo '700. «Chi ha protestato per il trasferimento temporaneo di Santa Cecilia di Raffaello dalla Pinacoteca dovrebbe chiedere con più senso il suo ritorno nella chiesa di San Giovanni in Monte. C'è la sua cornice che l'aspetta» commenta l'esperto, fra sarcasmo e filologia. Il profano può obiettare che il Louvre, antica sede delle collezioni reali, e un'infinità di musei top sono ricchissimi grazie a mille spogliazioni. O che la Farnese a Parma è figlia di una dinastia. Con il fin troppo attivo Sgarbi, Bologna sarebbe fra i 20? Lui sorride: «Urbino non c'era». La splendida cittadina dove lui è assessore è rientrata nella ventina, con la sua Galleria Nazionale delle Marche, sola con Taranto e Modena a rappresentare in solitudine una regione senza esserne capoluogo. In realtà nessuno riesce a spiegare i motivi delle scelte romane. Nessuno chiede. Un altro esperto, Claudio Spadoni, ammette che nessuna esclusione salta agli occhi come Bologna. Bellissimi Raffaello, Guercino, Correggio, El Greco, Velasquez, Rubens, Reni, Carracci, le sculture, le collezioni di Modena. Unico lo splendido Palazzo nella isola museale, curata e coccolata. Uniche a Bologna le sale dei Carracci e di Reni, Giotto, Raffaello, Parmigianino, Vitale da Bologna, gli affreschi di Creti e Crespi, le collezioni dei Bentivoglio. Non è problema di gare idiote. Allora forse di uomini e di capacità di presentare, gestire, promuovere progetti culturali. Speriamo nel ritorno globale in serie A. Bologna Welcome.
Emilia Romagna. Pinacoteche, le scelte di roma e un derby perso
La Galleria Estense di Modena è stata inclusa tra i 20 supermusei italiani dal ministro Franceschini, mentre la Pinacoteca di Bologna non è stata inclusa. La Pinacoteca di Bologna è considerata una delle migliori gallerie d'arte italiane, con una collezione di opere di artisti famosi come Raffaello, Guercino e Correggio. La differenza tra le due gallerie è che la Galleria Estense di Modena è una galleria signorile con una collezione dei duca d'Este, mentre la Pinacoteca di Bologna è un museo creato con opere nate e vissute in chiese e palazzi.
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