Ronchi lancia abbonamento ai Civici e nuove tariffe. «Ma grandi difficoltà» L'assessore Ronchi ammette la difficoltà di una politica comune per gli spazi espositivi, ma spiega che «per realizzare quello che vorremmo noi, ci vogliono almeno 10 anni. Abbiamo già fatto molto». Il sogno è dunque quello di riunire in un unico sistema tutte le sedi museali cittadine. Fra le novità in arrivo un abbonamento annuale ai Civici e la gratuità la prima domenica del mese. Maraniello: «Nel 2014 le sedi dell'Istituzione hanno aumentato i visitatori». Al museo diffuso ci si avvicina a piccoli passi. Ora (cioè dopo l'eventuale approvazione di una delibera che dovrà seguire il suo iter fino in consiglio comunale) con nuove tariffe, l'abbonamento annuale ai musei Civici, e prove di cooperazione con altre realtà. «Perché per realizzare quello che abbiamo in mente noi ammette l'assessore alla Cultura Alberto Ronchi Ci vorrebbero cinque, dieci anni. È una materia complicatissima. Noi, invece, abbiamo fatto già molto». Il sogno, lo ribadiamo, è quello che includerebbe in un unico sistema ad «osmosi», tutte le sedi museali cittadine, dai Civici (i comunali) dell'Istituzione Musei, ai privati di Genus Bononiae, agli Universitari, alla Pinacoteca (statale). Tutte unite verso un rilancio generale. Intanto il Comune si muove «nel suo» e Ronchi anticipa che porterà in giunta una delibera in cui rivedrà le tariffe dei musei civici. Prima piccola rivoluzione, un abbonamento annuale per una cifra ancora da definire .. E chi ha meno di 18 anni avrà sempre ingresso libero. «E proprio per avvicinarci al modello di sistema va avanti l'assessore introdurremo la gratuità nella prima domenica del mese, come già avviene nei musei statali, in Pinacoteca». Ci sarà anche una diversa tariffazione ma, non si sbottona l'assessore, «sarà motivo di discussione». L'impressione è che se si guarda alle scelte del ministero spariranno probabilmente le riduzioni per gli over 65. Altre prove di coordinamento si vedranno invece con la mostra attesa da febbraio a Palazzo Fava «Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice». La stessa delibera prevede infatti, dice Ronchi, «un collegamento, fra scontistica e incentivi, tra Palazzo Fava e i musei cittadini che hanno a che fare con le opere esposte nella mostra e con il loro contesto storico». «Ma bisogna capire ribadisce che per realizzare un sistema unico è molto complesso, si tratta di unire istituzioni diverse con regole, contratti, biglietterie e incassi diversi. Un enorme salto lo abbiamo già fatto. Quando sono arrivato, ogni museo lavorava in competizione con l'altro. Il privato contro il pubblico e viceversa, e pure rivalità dentro al pubblico. La tendenza è completamente invertita». Su questo nuovo corso, si inserisce il conteggio dei visitatori ai musei. Se nel 2013 si è verificato un calo a causa del passaggio dalla gratuità al biglietto a pagamento, «nel 2014 assicura Ronchi abbiamo un segno più, anche se in tutta Italia c'è un problema serio di affluenza dei musei». I dati dell'Istituzione Musei, insomma, indicano un più 9 mila rispetto al 2013. Da 274 mila a 285 mila. Al suo interno, il segno meno appartiene solo al Mambo (che nel 2014 ha ospitato anche festival come Art Weeks e Bil Bol Bul): 118 mila contro i 123 mila dell'anno precedente. «Ma il dato spiega il direttore Gianfranco Maraniello non tiene conto delle mostre prodotte dal Mambo in altre sedi, come Masbedo in Pinacoteca. O di Art City, che ci hanno permesso di lavorare in altri contesti, anche non museali. E nemmeno delle attività didattiche. I conti andrebbero fatti in maniera diversa. Se ragioniamo in un'ottica di collaborazione, apertura reciproca e progetti comuni, i parametri tradizionali non valgono più».C'è anche il teatro anatomico, ad esempio, pur dentro l'Archiginnasio, che ha accolto 12.500 persone da febbraio 2104 all'inizio di quest'anno. Ma se le difficoltà sembrerebbero fisiologiche, Come fare per rilanciare i musei? «Tenere la barra dritta sul museo diffuso risponde Maraniello Stiamo procedendo malgrado le difficoltà finanziare. E siamo virtuosi,il bilancio dell'Istituzione è in pareggio. Ma al di là dei numeri, dietro ogni operazione c'è un progetto culturale, di valorizzazione della nostra identità rendendola capace di confrontarsi con l'Europa contemporanea.»