«Vincoli su Edenlandia? Mi riesce difficile comprendere il motivo che ha è dietro una scelta del genere. Non c'è una motivazione di tipo ambientale, né riferibile ad un valore artistico del sito o della zona». L'ex sovrintendente del Polo museale napoletano Nicola Spinosa, interviene contro i vincoli imposti al parco dei divertimenti di Fuorigrotta (nella foto un'attrazione in stato di abbandono ), che impongono il recupero dei vecchi giochi . Polemici anche gli industriali. La Sovrintendenza vincola i giochi di Edenlandia e, di fatto, obbliga gli imprenditori che vogliono rilanciare Napoli sulla ribalta dei grandi parchi del divertimento a fare macchina indietro. Una decisione che si abbatte sulla ruggine e sulle carcasse di attrazioni abbandonate da tempo immemorabile, che nessuno potrebbe immaginare di inserire nel nuovo polo del tempo libero che dovrebbe nascere sulle ceneri di Edenlandia. Nessuno a parte qualche burocrate. «Non mi pare di vedere in queste indicazioni scelte orientate al rispetto dell'ambiente, né valutazioni razionali nei confronti dell'imprenditoria» sostiene l'ex Sovrintendente del Polo museale Nicola Spinosa, che ha un giudizio molto netto sulle iniziative da adottare relativamente alla tutela dei beni ambientali e architettonici. «Cosa c'entrano i giochi con i vincoli ambientali? Vorrei ricordare che a Parigi hanno messo davanti ai giardini delle Tuileries una grande ruota panoramica. La stessa che a Londra è sul Tamigi. La Mostra d'Oltremare, l'Edenlandia non sono certo opere del Seicento, del Settecento. Si è intervenuti nel Novecento a Fuorigrotta, un'area che non c'è motivo di vincolare e che ora si blocca. Una scelta che non ha un senso né da un punto di vista architettonico, né ambientale. Io non capisco più niente in questa mia città, e questo mi fa arrabbiare. Nelle altre città guardano avanti e fanno grandi cose, a Napoli fanno la mozzarella». Giancarlo Carriero , presidente della sezione turismo dell'Unione industriali, ritiene che «sarebbe difficile immaginare di inserire i pezzi dell'Edenlandia finanche in un museo delle giostre. Tra la conservazione estrema e l'utilizzazione dei beni bisogna riuscire a trovare un compromesso. Quando parliamo di queste giostre osserva al di là di un valore sentimentale, non vedo quale interesse possano avere da un punto di vista artistico. Capisco che nel passato abbiamo esagerato in senso opposto, siamo stati disattenti. La conservazione è un concetto sano su cui creare il turismo, ma bisogna essere moderni, riuscire a parlare il linguaggio che le nuove generazioni vogliono leggere, altrimenti non riusciremo ad essere attraenti. Non serve a nessuno Edenlandia con questi pezzi. Né un imprenditore può valutare un progetto che non sia all'avanguardia dal punto di vista del gioco e del divertimento. Orlando in Florida ha costruito consensi internazionali su questo principio e Parigi è riuscita a coniugare in maniera straordinaria una conservazione seria con le innovazioni di un parco giochi che è il più visitato d'Europa. Ed è fra i più apprezzati del mondo». Enrico Schettino , avvocato e imprenditore nel settore della ristorazione con numerosi locali in Campania e un punto vendita nell'aeroporto di Capodichino ricorda che «la Sovrintendenza ha detto no al sindaco, e Piazza Plebiscito è rimasta al buio per mesi mentre Salerno si illuminava di luci d'artista. Ha detto no a grandi progetti su via Caracciolo per tutelarne la bellezza, ed intanto è stata presa d'assalto da venditori, parcheggiatori e camioncini abusivi. Ora sottolinea ha detto no all'Edenlandia perché deve decidere anche il tipo di giostre da inserirvi. Ma la Sovrintendenza perché non si concentra sul valorizzare i beni culturali che abbiamo e lascia crescere questa città?». Polemica anche Federalberghi Napoli, presieduta da Salvatore Naldi , che in una nota ricorda che «Edenlandia è solo una delle mille risorse inutilizzate o inutilizzabili della città. Ma tutto è più grave quando sono dei cavilli burocratici a frenarne la riapertura». Si sottolinea che «un parco di divertimenti, funzionante e moderno, può essere un vero attrattore per i turisti, ma anche una risorsa per i cittadini» e che l'eventuale recupero di giostre storiche va portato a termine in tempi brevi, salvaguardando il progetto Edenlandia e le enormi potenzialità di Fuorigrotta ed Agnano.
Napoli. L'ex sovrintendente: Assurdi vincoli su Edenlandia
Il parco di divertimenti di Fuorigrotta, noto come Edenlandia, è stato colpito da vincoli che impediscono il recupero delle vecchie giostre. L'ex sovrintendente del Polo museale napoletano, Nicola Spinosa, ha espresso la sua opposizione a queste decisioni, affermando che non ci sono motivazioni ambientali o artistiche per vincolare il sito. Altri intervenuti, come Giancarlo Carriero, presidente della sezione turismo dell'Unione industriali, e Enrico Schettino, avvocato e imprenditore, hanno espresso la loro disapprovazione per le decisioni della Sovrintendenza, che considerano inadeguate e contraddittorie.
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