Le osservazioni partiranno in posta prioritaria: venerdì, a Milano, il direttore regionale della soprintendenza ai Beni architettonici Alberto Artioli ha convocato una riunione con i colleghi di Brescia. Oggetto: il contratto di servizio di Brescia Musei. «Un incontro interlocutorio, visto che ho appena ottenuto l'incarico temporaneo di reggenza», spiega lui. Un parere sulla questione, comunque, spetta alla soprintendenza, oltre che alla giunta e al consiglio comunale. A giorni in via Musei arriverà un verbale della riunione di venerdì: nessuna polemica, ma pare ci sia da chiarire due o tre cose. Primo punto: la proprietà dei beni. Non tutto il patrimonio che gestisce la fondazione appartiene alla Loggia. I reperti trovati negli scavi degli ultimi 40 anni, per dire, e forse anche la Quarta cella, sono dello Stato. Vanno chiarite le proprietà, riesumati contratti, verificati i depositi. Questioni formali necessarie quando si tratta di definire la gestione di beni mobili e immobili da parte di una fondazione privata, sebbene non a scopo di lucro e partecipata dal Comune. Non si andrà per le lunghe, comunque: sul contratto di servizio c'è una data di scadenza, giugno 2015. Le carte vanno votate in giunta e in consiglio, approvate e firmate entro e non oltre i prossimi cinque mesi. Il direttore di Brescia Musei Luigi Di Corato, il vicesindaco Laura Castelletti e i tecnici hanno lavorato alle bozze e sollecitato il Ministero a dare il responso il prima possibile: in soprintendenza, a fine 2014, c'è stato un giro di nomine che ha posticipato di qualche settimana il confronto. La direzione regionale, comunque, ha convocato la riunione in tempi brevissimi. Venerdì, Artioli e i suoi uomini (c'era pure il soprintendente Andrea Alberti) hanno parlato pure della «contesa» dei vent'anni. Con una delibera dell'8 giungo 2007, la Loggia aveva affidato alla fondazione la gestione del patrimonio - Santa Giulia, Capitolium, Museo delle Armi eccetera - per otto anni. Il nuovo contratto cambierebbe qualche numero: Brescia Musei si occuperebbe dei beni per 20 anni (ma sono previsti controlli puntuali sul lavoro e possibilità di rescissione del contratto). Artioli, su questo non avrebbe fatto obiezioni, ma nella lettera in arrivo a Brescia non si scenderà nel dettaglio. È prima di tutto un invito a incontrarsi.
Brescia Musei, va definita la proprietà di tutti i beni per il contratto di servizio
Il direttore regionale della soprintendenza ai Beni architettonici Alberto Artioli ha convocato una riunione con i colleghi di Brescia per discutere del contratto di servizio di Brescia Musei. L'incontro sarà interlocutorio e si concentrerà sulla proprietà dei beni, sui reperti e sui depositi. Il contratto di servizio ha una data di scadenza di giugno 2015 e le carte devono essere approvate e firmate entro i prossimi cinque mesi. La direzione regionale ha anche discusso della contesa dei vent'anni, in cui la Loggia aveva affidato alla fondazione la gestione del patrimonio per otto anni. Il nuovo contratto cambierebbe alcuni numeri, ma Artioli non ha fatto obiezioni.
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