NELLE SALE del piano terra, che una volta ultimate offriranno al Museo Archeologico il più ampio spazio espositivo della città, sono già stati rimossi i muri innalzati nel corso degli anni, e nelle settimane prossime inizieranno i lavori per rinnovare completamente gli impianti. Tutto dovrà essere pronto per settembre, quando sotto le Due Torri torneranno gli Egizi. È questa la grande mostra che inaugurerà la nuova stagione espositiva bolognese, già annunciata online da Arthemisia, la società di eventi d'arte. L'annuncio è semplice: «Egitto», dal 27 settembre 2015 al 10 luglio 2016, a cura di Paola Giovetti e Daniela Picchi che sono, rispettivamente, la responsabile del museo e la curatrice della sezione egizia. Ma l'evento ha radici lontane, come spiega la stessa Giovetti. Nel 2011 infatti, il museo civico ha stretto un accordo con il "gemello" olandese di Leiden, il Rijksmuseum van Oudheden, che vanta una importante sezione dedicata al mondo dei faraoni e che segue i lavori di scavo nella necropoli di Saqqara, a 30 chilometri a sud del Cairo. «È un accordo che ha avuto diversi risvolti positivi spiega Giovetti . Daniela Picchi per due anni ha seguito gli scavi e parte dei reperti arrivati da quel sito ci sono stati prestati da Leiden fino al 2020. E noi abbiamo realizzato copie di alcuni rilievi emersi dagli scavi da collocare nella necropoli ». Lo scambio di saperi è continuato nel 2011 quando il museo bolognese ha mandato in Olanda reperti etruschi per una mostra temporanea, fino all'evento di oggi. «Abbiamo saputo che avrebbero chiuso la sezione sull'antico Egitto per lavori e abbiamo colto l'occasione continua Giovetti : così nella nuova sezione ospiteremo circa 500 pezzi del museo di Leiden che costruiranno un dialogo con quanto esposto in permanenza nelle nostre sale. Arriveranno oggetti che raccontano la vita quotidiana e opere importanti come i resti della tomba di Horemheb, a Saqqara. Sarà un percorso imponente di 1500 metri quadrati dedicati al mondo dei faraoni». La mostra si allaccerà anche alle raccolte dei musei egizi di Firenze e Torino, grazie ad un accordo che collega le due istituzioni e quella bolognese. Non in maniera casuale. Infatti il neodirettore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, classe 1975, è stato direttore della sezione egizia a Leiden e condirettore della missione a Saqqara. A Bologna lo si potrà ascoltare sabato prossimo alle 16 all'Archeologico, nella conferenza «L'Antico Egitto in Italia». «È un progetto ambizioso che ci entusiasma commenta Gianfranco Maraniello, direttore dell'istituzione Bologna Musei perché restituisce all'Archeologico la vocazione alle grandi mostre, collocandolo in una rete nazionale e internazionale».