Tre piazze per far partire il restyling del cuore di Roma: piazza dei Sanniti, a San Lorenzo, piazza Sforza Cesarini, in corso Vittorio, e piazza di San Teodoro, al Palatino. In attesa che tocchi (ma i tempi saranno più lunghi) ai siti più celebri della Capitale, da piazza Navona al Pantheon. I progetti in via di definizione, annuncia l'assessore capitolino all'urbanistica Roberto Morassut, vanno dalla riqualificazione dell'arredo urbano - che sarà adattato alle piazze - all'occupazione del suolo pubblico con i tavolini. Il processo servirà per ridiscutere una volta per tutte, e con regole certe, l'assetto dei "salotti della città", previsti da una delibera del 2003. «Per questi tre progetti in dirittura d'arrivo - spiega Morassut - è già stato concluso l'iter di concertazione con I e III Municipio, Soprintendenza e associazioni di residenti e commercianti. Possiamo così passare rapidamente alla fase operativa». Nei prossimi giorni la Giunta comunale dovrebbe dare il via libera alla riqualificazione delle tre piazze, in attesa del nulla osta definitivo che dovrò arrivare dall'aula Giulio Cesare. In particolare si interverrà sull'arredo urbano di queste aree del centro storico - «ma con interventi leggeri», precisa Morassut - e sulla regolamentazione dello spazio occupato da sedie e tavolini dei locali. «Offriremo un quadro normativo preciso alla situazione esistente nelle tre piazze - sottolinea l'assessore - con coperture omogenee e concordate e senza gli ombrelloni e gazebo che ci sono attualmente». Quindi sarà la volta delle altre aree di pregio prese in esame, su incarico degli assessorati all'urbanistica e al commercio, dalla commissione tecnica coordinata dall'ufficio Città storica con la partecipazione di Soprintendenze e Municipi interessati. Ma i tempi, qui, sono molto più lunghi. Entro il 30 maggio la commissione presenterà le sue conclusioni al Campidoglio, che dovrà poi valutarle. «Lo studio non ha ancora concluso la valutazione delle prescrizioni per l'uso dei materiale e per le indicazioni delle piazze dove destinate i salotti - aggiunge Morassut - Né può farlo: si tratta di una materia molto delicata per la quale nessuna decisione può essere presa senza il concorso delle sovrintendenze e il coinvolgimento della rete delle associazioni dei commercianti e dei residenti, in vista del voto del consiglio comunale». La fase della concertazione è tutta da affrontare, quindi, «e non è detto che vengano individuati i salotti in tutti i trenta luoghi presi in esame». Secondo l'assessore all'urbanistica, «l'utilizzo di spazi pubblici per definire le aree che possono essere utilizzate per i tavolini non può essere materia di una scelta tecnica, ma di una valutazione politica in cui deve essere usata la massima prudenza nel valutare le esigenze comprensibili dei commercianti che sono però subordinate al mantenimento e al rispetto architettonico delle piazze». L'obiettivo strategico dell'amministrazione comunale, ribadisce Morassut, «è quello di liberare il centro storico dall'assedio delle auto, incrementare la fruibilità pedonale, il recupero filologico e gli assetti architettonici originali delle più belle piazze di Roma». Caso a parte è quello di Campo de'Fiori. «Lì non è un problema di locali e tavolini - dice Morassut - ma della storica percezione popolare che si ha della piazza. I romani la considerano da sempre un luogo "eretico", dove c'è un tipo di frequentazione molto eterodossa». D'accordo anche l'assessore al commercio Franco Cioffarelli. «Spesso i problemi di Campo de'Fiori nascono dopo le due, a locali chiusi - spiega il successore di Daniela Valentini nell'assessorato di via dei Cerchi - I commercianti possono fare ben poco, è una questione di ordine pubblico». Quasi certa, comunque, la riproposizione del decreto "anti-vetro", già firmato lo scorso anno dal prefetto Achille Serra. Lo stop a bottiglie e bicchieri di vetro sarà decisa in una delle prossime riunioni del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica.