UNESCO Gli esempi di archeologia industriale lungo il fiume sono un patrimonio dell'umanità. II fiume, il Naviglio di Paderno con le sei chiuse, le centrali idroelettriche tuttora in funzione, le vecchie centraline Galimberti dismesse da anni. E ancora il ponte in ferro ultracentenario, le riserve naturali, come l'Isolone di Brivio, il castello del Colleoni a Solza, nella bergamasca, la chiesina dell'Addolorata all'incile del Naviglio, o quella della Rocchetta a Porto d'Adda. Per questi e altri splendidi esempi di archeologia industriale, e di storia, idealmente rinchiusi in quella sorta di museo senza pareti che è il medio corso dell'Adda, è stata chiesta la tutela dell'Unesco. Illustrata durante un convegno internazionale che si era tenuto a Villa Gina, sede del Parco Adda Nord, in comune di Trezzo, l'idea è la sintesi di un progetto nato nel 1992. Per essere incluso nella "World Heri-tage list", elenco de i beni che l'Une-sco considera un valore per l'intera umanità, degni dunque di essere protetti dall'organismo che li rappresenta in tutto il mondo, i progetti devono però essere approvati da una speciale commissione. Come è già accaduto con il Villaggio Crespi di Farà d'Adda. E chissà che presto sul Naviglio di Paderno le chiatte non ritornino davvero a naviga-re.Tra i monumenti di archeologia industriale che più di altri hanno colpito gli studiosi in visita sulle alzaie dell'Adda, c'è infatti il Naviglio. Un'opera pensata per la prima volta dal grande Leonardo, progettata dal Missaglia, e dal Meda tra il 1520 e il 1574, realizzata in ben due secoli. Le guerre tra Spagnoli e Francesi per il dominio di questi territori di confine tra Repubblica Veneta e Granducato di Milano avevano spesso costretto gli uni e gli altri ad abbandonare il cantiere. I lavori erano stati poi portati a termine da Maria Teresa d'Austria. Ad inaugurare il Naviglio era stato invece Ferdinando d'Austria, governatore di Milano, che l'il ottobre del 1777, era sceso da Brivio a Vaprio in 3 ore e mezza di navigazione «Enorme meraviglia - si legge nelle cronache dell'epoca - avevano destato le sei chiuse che in poco più di due chilometri e mezzo consentivano di superare i 27,5 metri di dislivello del tratto più impetu-so dell'Adda» II Naviglio aveva continuato a collegare Como a Milano per vie d'acqua fino alla seconda guerra mondiale. Abbandonato da anni, invasa la sede dalle erbacce, è stato più volte oggetto di studi e progetti che lo vorrebbero riportare all'antico splendore, ma finora nessuno di questi è mai stato realizzato. Le speranze sono dunque tutte rivolte anche a questa nuova opportunità che l'Unesco potrebbe offrire ad un patrimonio unico in Italia. Oltre al Naviglio, la diga a cavali etti e palconcel-li, tipo Poiree, alla centrale di Paderno d'Adda, è l'unico esempio di questo genere tuttora applicato nel nostro Paese.