INTOPPI burocratici, ritrovamenti archeologici, lavori lumaca, comitati del no: così i cantieri per la costruzione di nuovi parcheggi interrati nel centro storico si trasformano in tante piccole "fabbriche di San Pietro". Sono una ventina le opere incompiute nel cuore della città: strutture definite "nevralgiche" per la mobilità che però stentano a decollare. Spazi che restano transennati per anni e che spesso diventano discariche. Aree dove gli operai iniziano i primi giorni d'attività e poi vengono bloccati. O, semplicemente, zone individuate per essere trasformate in parcheggi ma mai cantierizzate davvero. «Molti Pup ammette Sabrina Alfonsi, presidente del municipio I sono ferite aperte nella città, cantieri infiniti abbandonati ». Il più discusso, contestato e ripetutamente bloccato è quello di via Giulia: lavori iniziati nel 2009, fermati dalla scoperta delle antiche scuderie di Augusto (oltreché dalle proteste di intellettuali e residenti) e ripartiti nel 2014 con la decisione di far inghiottire nuovamente dalla terra tutti i ritrovamenti. A Testaccio, lavori ancora in corso in via Volta dopo continue varianti al progetto e bloccati invece a Campo Testaccio (area del glorioso campo di calcio della Roma) dove la concessione venne revocata per inadempienze del concessionario il quale ha presentato un ricorso al Tar e che da anni versa in condizioni di assoluto degrado. Cantiere fantasma in piazza Ponte Umberto I: regna l'abbandono in questa area a pochi passi dal Palazzaccio. «Per questo Pup continua il minisindaco della City c'è una delibera di Giunta che spiega come a giugno non sarà rinnovata l'occupazione di suolo pubblico. Dunque o l'impresa risolve subito con l'amministrazione centrale oppure, in attesa dei necessari passaggi con il Comune, il cantiere dovrà chiudere. È imbarazzante e inaccettabile che un collegamento tra il Vaticano e piazza Navona si sia trasformato in una specie di discarica, non è da capitale europea». Le catene della burocrazia fermano lo sviluppo della città anche in viale delle Milizie via Giuliana e in via Montesanto dove è stata firmata la convenzione ma si aspetta il sì della commissione d'alta vigilanza. Otto anni di abbandono per il parcheggio di lungotevere Arnaldo Da Brescia che avrebbe dovuto essere la panacea per il traffico del Tridente. Aspettano ancora il via libera del permesso a costruire i posteggi interrati di largo dei Fiorentini, lungotevere Mellini e piazza Prati degli Strozzi. Aree identificate da anni, promesse di nuovi posteggi reiterate giunta dopo giunta ma tutto è sempre finito nell'oblio. Così come i tanti sbandierati interventi di piazza Risorgimento e piazza Cola di Rienzo: fantastici progetti rimasti solo sulla carta, l'amministrazione Marino ha ora approvato la memoria propedeutica all'inserimento nel piano. «Siamo l'unico municipio conclude la Alfonsi ad aver affrontato il tema fin dal nostro insediamento. Continueremo a valutare caso per caso con la partecipazione dei cittadini».
Parcheggi, la mappa dell'abbandono
A Roma, molti cantieri per la costruzione di parcheggi interrati nel centro storico sono stati bloccati o rimasti incompiuti. Questo è dovuto a problemi burocratici, ritrovamenti archeologici e lavori lumaca. Alcuni esempi sono via Giulia, Testaccio e Campo Testaccio, dove i lavori sono stati fermati o bloccati a causa di proteste e inadempienze. Altri cantieri, come piazza Ponte Umberto I e viale delle Milizie, aspettano il via libera del permesso a costruire. L'amministrazione comunale afferma di aver affrontato il tema fin dal proprio insediamento e di continuare a valutare caso per caso con la partecipazione dei cittadini.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo