ACCANTO alla multinazionale si sono schierati la Presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero dell'Ambiente, convinti della necessità di riprendere al più presto i carotaggi al fine di completare la documentazione allegata al progetto che dovrà essere realizzata al più presto. 'L'opera - è scritto chiaramente nella determina del Mise - è urgente e strategica, in quanto consentirà l'accesso in Italia di una nuova fonte di gas e incrementerà la sicurezza e la diversificazione degli approvvigionamenti energetici per l'Italia e l'Unione Europea', è dunque necessario accorciare i tempi dell'iter autorizzativo. Nell'ambito della conferenza di servizi del 3 dicembre il Comune di Melendugno e la Sovrintendenza per i beni paesaggistici di Lecce avevano espresso pareri negativi che sono stati considerati superati in virtù della Via concessa dal ministero dell'Ambiente a settembre. Anche in quel caso il procedimento si era arenato sul no del ministero dei Beni culturali, saltato a piè pari grazie allo spostamento della procedura presso il Comitato paritetico del Consiglio dei ministri. Un segnale già eloquente della volontà del Governo di stringere i tempi per la realizzazione di un'opera che anche il premier Matteo Renzi ha più volte definito strategica. La stessa situazione pare ora ripetersi per la parte di procedimento incardinata davanti al ministero dello Sviluppo, che rappresenta il momento conclusivo dell'iter autorizzativo. Eliminato il problema Comune e Soprintendenza restava solo lo scoglio Regione, "che è scritto nella determina - non da margini a tentativi di superamento del dissenso ai fini dell'intesa, rendendo inapplicabile tale procedura". La conferenza di servizi si considera dunque conclusa e tutta la documentazione passa alla Presidenza del Consiglio che, in base alla legge 241 del '90, laddove non si raggiunga l'accordo tra enti ha il potere di adottare la decisione.