IL COMUNEnon risponde ai costruttori e i giudici del Tar del Lazio sono costretti a intervenire di nuovo sul parcheggio di largo dei Fiorentini. Sarà un dirigente della Regione a completare il travagliato iter per la realizzazione del pup a scomparsa, un intervento che dovrebbe portare 84 posti auto in più nel cuore del centro storico, tra via Giulia e il lungotevere. Scaduti i 90 giorni a disposizione del Campidoglio, la scelta dei magistrati amministrativi è ricaduta sul direttore dell'area genio civile di Roma città metropolitana. Sarà lui a mettere la parola "fine" su una battaglia combattuta a colpi di ricorsi e appelli. Per ricostruire l'intera vicenda bisogna tornare al 2008 e alla conferenza dei servizi con cui venne varato il piano parcheggi già approvato dall'ex sindaco Gianni Alemanno in veste di commissario straordinario per l'emergenza traffico. Un anno più tardi, dopo aver stipulato la convenzione per la realizzazione dell'opera, la Roma Park srl entrava in possesso del permesso di costruire. Senza poter però piazzare neanche una transenna: a interrompere i lavori arrivava lo stop imposto dal Mibact. Secondo la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della capitale, il parcheggio era «incompatibile con lo stato dei luoghi per la loro valenza architettonica e per il gran pregio della chiesa di San Giovanni dei Fiorentini». Ma il parere non resse davanti al Tar. Sei anni dopo, il destino di largo dei Fiorentini è ancora nelle mani delle toghe di via Flaminia. Nonostante istanze e diffide inviate dai costruttori e la sentenza con cui in estate i giudici amministrativi hanno definito l'inerzia del Campidoglio del tutto «illegittima», i lavori per il parcheggio non sono ancora partiti. Il tempo ora è scaduto: arriva il commissario della Regione. E a pagare la sua consulenza sarà proprio il Comune. Accusato di non aver ancora svolto alcun adempimento per portare a termine l'iter, è rimasto in silenzio davanti ai magistrati della seconda sezione quater. ( lorenzo d'albergo)